Dinosauri-copA cura di Paolo Mietto, Matteo Belvedere, Mara Barbuni

Disegni di Fabio Manucci

Fondazione G. Angelini-Centro Studi sulla Montagna in collaborazione con l’Università degli Studi di Padova (Dip.to di Geoscienze), La Cooperativa di Cortina
Prezzo: € 12.00

Pagine: 110, con illustrazioni a colori

Dimensioni: 14,8 cm x 21 cm x 0,8 cm

ISBN: 987-88-86106-37-5

Basta chiudere gli occhi per un attimo, e con un po’ di fantasia possiamo vedere un paesaggio lontano: una spiaggia che si estende a perdita d’occhio, piccole onde calme che la lambiscono, un cielo azzurro puro, l’aria quieta di un clima caldo. Strane creature si spostano lente su questa scena: rettili volanti, rettili marini, e una moltitudine di animali terrestri che la scienza e la conoscenza impareranno a chiamare “dinosauri”.
Ebbene, questo paesaggio favoloso è lontano nel tempo, ma è prossimo a noi nello spazio. Questo paesaggio è l’antenato del panorama che oggi, riaprendo gli occhi e rivolgendoli in su, rimiriamo nelle forme delle Tre Cime, delle Cinque Torri, del Lagazuoi, della Tofana e di tante altre indimenticabili sculture di roccia.
Duecentotrenta milioni di anni fa, in quell’arco di tempo che i geologi chiamano Triassico, e i paleontologi definiscono l’inizio dell’Era dei Dinosauri, il territorio occupato oggi dalle nostre Dolomiti appariva come una spiaggia tropicale, e questo volume nasce per raccontare l’evoluzione che ha trasformato sabbia e mare cristallino in una schiera di giganti di pietra.
E poiché le fonti per una ricostruzione della storia geologica sono i fossili, il libro segue le tracce dei resti paleontologici che sono sparsi sulla pelle e nel cuore delle Dolomiti, insegnandoci a conoscere gli antichi animali che se li lasciarono alle spalle, a imperitura testimonianza del loro passaggio. Le nostre montagne, in particolare, custodiscono orme fossili di quei dinosauri che le hanno abitate milioni di anni fa – i più antichi dinosauri mai apparsi sulla Terra – le loro impronte meritano di essere riscoperte, studiate, riconosciute, e il volume si propone l’obiettivo di sostenere il passeggiatore nella loro ricerca.
Dopo una breve introduzione all’icnologia dei vertebrati, la disciplina che si occupa di tracce fossili, ai lettori vengono suggeriti gli strumenti basilari per distinguere un’orma fossile in modo da poter osservare le rocce con occhio più attento e più indagatore: da camminatori amanti della montagna essi potranno diventare detective del passato e individuare così gli indizi dell’esistenza di antiche creature.
Il volume descrive i più importanti siti ad impronte delle Dolomiti, da quello che fu scoperto per primo (e fra i primissimi in Italia), sul Monte Pelmetto, accessibile dopo una agevole passeggiata, o quello delle Tre Cime di Lavaredo, dove un masso con impronte apre il sentiero come a dare il benvenuto agli escursionisti, fino ai più recenti ritrovamenti, sulla cima del Monte Pelmo o sulla Moiazza, che sono ancora in fase di studio preliminare.

La descrizione di ogni sito è corredata da informazioni geologiche e paleontologiche, per una chiara rappresentazione – anche fotografica e grafica – degli ambienti del Triassico e degli animali che lo popolavano.

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