Corso di formazione interdisciplinare di geografia
Gruppo delle Pale di San Martino
Aspetti geologici, geomorfologici, antropici e paesaggistici sul gruppo delle Pale di San Martino (Sistema n. 3 delle Dolomiti Patrimonio Mondiale UNESCO)
Organizzato da Fondazione Dolomiti UNESCO e Fondazione G. Angelini
con la sezione CAI di Agordo, in collaborazione con il Parco Naturale Paneveggio – Pale di San Martino e i Comuni di Agordo e Taibon Agordino
Interviste a organizzatori e partecipanti
Immagini dal corso
Nota sul percorso: il percorso è particolarmente interessante perché attraversa l’Altopiano roccioso più alto e più esteso delle Dolomiti (Altopiano delle Pale di S. Martino), ai piedi della parete più alta delle Dolomiti (Nord dell’Agnér), lungo una valle glaciale particolarmente stretta e profonda (la superba Val di San Lucano) con il più famoso onlap finora conosciuto di rocce vulcaniche sulla scarpata di scogliera (Cima Pape -Pale di S. Lucano). Un percorso che si snoda sulla scarpata di scogliera, sulla laguna interna, dentro la piattaforma carbonatica.
Destinatari: docenti delle scuole ed istituti di ogni ordine e grado, formatori del CAI, guide, tecnici degli enti locali (max 40 partecipanti).
Finalità: offrire ai destinatari e in particolare ai docenti l’opportunità di acquisire conoscenze scientifiche, ambientali, naturalistiche e storiche, con riferimento all’ambiente montano, oltre a competenze metodologiche ed operative trasferibili all’interno della programmazione didattica curricolare. Favorire la nascita e la realizzazione di esperienze didattiche trasferibili nella pratica e tali da coinvolgere gli alunni quali protagonisti, per un accostamento all’ambiente. Permettere agli insegnanti di conseguire una migliore competenza ed una maggiore autonomia operativa nella fruizione dell’ambiente montano, inteso come laboratorio didattico ed educativo. Fare in modo che la conoscenza dei luoghi divenga motore di sensibilità e attenzione alla montagna, così da promuove una fruizione consapevole, attenta alla sicurezza e sostenibile.
Obiettivi: imparare un metodo di osservazione del paesaggio e del territorio per insegnare a “leggere” il paesaggio e il territorio e comprendere i problemi connessi. Programmare e realizzare un’esperienza formativa di approccio, in grado di trasmettere ai giovani la consapevolezza del patrimonio ambientale contenuto in un’area geografica significativa, per sviluppare nei futuri cittadini la cultura e la sensibilità per la fruizione sostenibile della montagna e la tutela del territorio, inteso come interesse collettivo e dovere morale del singolo.
Metodologia: utilizzo di strumenti cartografici per il riconoscimento delle caratteristiche geomorfologiche del paesaggio. Proposte di itinerari ad anello nei luoghi, che siano facilmente ripetibili da parte di studenti (o di gruppi), sotto forma di laboratorio organizzato dai docenti/formatori. Analisi di peculiarità legate alla geologia, flora, fauna e storia del territorio che possano essere riprese nei percorsi didattici.
Responsabile scientifico Giovanni Battista Pellegrini, già docente di Geomorfologia dell’Università di Padova, Consiglio scientifico Fondazione G. Angelini
Relatori: Danilo Giordano, geologo, docente all’IIS Follador; Benedetta Castiglioni, docente di geografia all’Università di Padova, Consiglio scientifico Fondazione G. Angelini; Cesare Lasen, geobotanico, Comitato Scientifico Fondazione Dolomiti UNESCO; Davide Pettenella, docente di politica ed economia forestale Università di Padova, Consiglio Scientifico Fondazione G. Angelini; Giovanni Baccolo, assegnista Università di Milano Bicocca; Vittorio Ducoli, direttore Parco Naturale Paneveggio-Pale di San Martino; Ester Cason, responsabile “Oronimi Bellunesi” Fondazione G. Angelini.
Durata del Corso: ore 28,00 di lezione
Programma del corso
Venerdì 9 luglio: ore 9.30 – 18.00 presso l’I.I.S. “Follador-De Rossi” di Agordo
Introduzione teorica del Corso.
9.30 – 9.50 Introduzione e saluti da parte dei rappresentanti degli Enti coinvolti (Comune, Parco, CAI, Fondazione Dolomiti Unesco, Fondazione G. Angelini)
9.50 – 10.20 Patrimonio Mondiale Dolomiti UNESCO e introduzione al sistema n.3 Fondazione Dolomiti UNESCO
10.20 – 10.40 La gestione di un’area protetta, l’esempio del Parco Naturale Paneveggio-Pale di San Martino: Vittorio Ducoli
10.40 – 11.20 La tempesta Vaia: quali lezioni per la gestione delle risorse forestali? Davide Pettenella
11.20 – 11.40 Alcune note sugli oronimi dell’Agordino e delle Pale di San Martino: Ester Cason
11.40 – 12.00 Sessione domande
12.00 – 12.20 Pausa caffè
12.20 – 13.00 “Leggere il paesaggio della conca agordina: metodologie didattiche”: Benedetta Castiglioni
13.00 – 14.00 Pausa pranzo
14.00 – 15.00 Inquadramento geologico e geomorfologico dell’area del Corso: Danilo Giordano
15.00 – 15.40 I piccoli ghiacciai delle Pale di S. Martino e il loro ritiro: Giovanni Baccolo
15.40 – 16.00 Pausa caffè
16.00 – 16.40 Inquadramento floristico vegetazionale: Cesare Lasen
trasferimento a Rif, 731 m, per esercitazione di lettura del paesaggio
17.00 – 18.00 Lettura del paesaggio del medio Cordevole: Benedetta Castiglioni
Sabato 10 luglio 8.00 – 18.00
Val di Garés – Rifugio Rosetta: Garés, Pian de Giare (1333 m), Forcella delle Cesurette, Val de le Camorze, Campo Boaro, El Marùcol, Buse di Collalto, Le Sponde Alte, Rifugio Rosetta (2581 m).
Si sottolineano alcuni aspetti geologici e geomorfologici degli Itinerari di sabato e domenica, che hanno guidato la scelta del percorso; ad essi si aggiungeranno altri aspetti che saranno esposti lungo le tappe e che caratterizzano l’interdisciplinarietà del Corso di Geografia:
- la Val di Garés con la tipica sezione ad “U” della valle;
- differenza tra valle fluviale e valle glaciale;
- cos’è un altopiano;
- la strada militare che sale sull’altopiano;
- le cascate delle Comelle, come si sono formate e l’orlo di valle glaciale sospesa;
- le rocce vulcaniche del Ladinico Superiore;
- i terrazzi di contatto glaciale del Cimon della Stia;
- i pillow breccia del Sass Negher;
- l’onlap delle rocce vulcano-clastiche di Cima Pape sulla scarpata di scogliera delle Pale di San Lucano;
- il contatto fra rocce vulcaniche e dolomia a Campo Boaro;
- i minerali delle rocce vulcaniche e di contatto;
- la morfologia glaciale e carsica della scarpata dell’altopiano delle Pale;
- la morfologia strutturale e glaciale della catena settentrionale delle Pale;
- la vegetazione: la differenza fra substrato dolomitico e vulcanico nello sviluppo della vegetazione.
dislivello in salita: 1300 m (con molte soste); dislivello in discesa: 50 m, lunghezza 10 km ca.
Domenica 11 luglio 8.30 – 18.00
Traversata dell’Altopiano delle Pale e discesa in Val di San Lucano: Rifugio Rosetta (2581 m), Riviera di Manna (2660 m), Forzèla de Miél, Piàn de Miél, Col del Faghèr, Pónt (1100 m), Col di Prà (841 m).
Aspetti interessanti:
- la morfologia unica dell’altopiano delle Pale di San Martino, con le sue conche glacio-carsiche (cosiddette “Buse del freddo” i luoghi dove sono state misurate le più basse temperature d’Italia);
- il ghiacciaio della Fradusta con il suo apparato morenico;
- le doline periglaciali;
- il contatto fra la Formazione dello Sciliar e la Dolomia Cassiana;
- l’influenza delle fratture nella genesi del paesaggio;
- la differenza fra substrato dolomitico e i filoni vulcanici nello sviluppo della vegetazione;
- il glacio-nevato del Màrmor;
- i coralli del margine della scogliera;
- l’edificio delle Pale di San Lucano: esempio di scarpata di scogliera che prograda sulla Formazione di Livinallongo ed è ricoperta dalle rocce vulcano-clastiche;
- il circo glaciale sospeso del Piàn de Miél e le rocce montonate che lo sovrastano;
- la tettonica trans-pressiva alpina e la sua influenza sul paesaggio;
- la grande frana del Piz (deformazione gravitativa profonda di versante);
- il grande truogolo glaciale della Val d’Angheràz con i suoi nevai perenni;
- lo spigolo nord dell’Agnèr (la parete più alta delle Dolomiti formata nella zona di massimo sviluppo verticale delle scogliere dolomitiche);
- le cave di Marmo Nero di Pónt e la Formazione di Moena; le cascate di Pónt;
- i danni provocati al bacino idrografico e alla vegetazione dalla tempesta Vaia, altro…
dislivello in salita 100 m, in discesa 1800 m, lunghezza 11 km ca.


