Corso di formazione interdisciplinare di geografia
I frequentatori delle Dolomiti.
Tracce, impronte, percorsi e paesaggi
Per la conoscenza del Gruppo della Croda da Lago (Sistema n. 1 delle Dolomiti Patrimonio Mondiale UNESCO) lungo il Dolomites World Heritage Geotrail
Organizzato da Fondazione Dolomiti UNESCO e Fondazione G. Angelini, con la sez. CAI di Agordo, in collaborazione col Comune di Selva di Cadore e il Museo civico “Vittorino Cazzetta”
Responsabile scientifico: Benedetta Castiglioni (docente di Geografia Dip. DiSSGeA Università di Padova, Consiglio scientifico Fondazione G. Angelini)
Docenti/relatori: Paolo Mietto (già docente Geologia/Paleontologia Università di Padova, Consiglio scientifico Fondazione G. Angelini); Benedetta Castiglioni (docente di Geografia Dip. DISSGeA Università di Padova, Consiglio scientifico Fondazione G. Angelini); Cesare Lasen (geobotanico, Comitato scientifico Fondazione Dolomiti UNESCO); Alessio Fornasin (demografo, Università di Udine); Danilo Giordano (geologo, docente all’IIS “U. Follador”); Anna Angelini (archeologa, Fondazione G. Angelini); Sabrina Meneghello (IUAV); Iolanda Da Deppo (antropologa, GAL Alto Bellunese); Marta Villa (forestale, docente all’IIS Agrario “A. Della Lucia”); Luca Lorenzini (Sindaco di Selva, geografo e accompagnatore di media montagna); Ester Cason (responsabile “Oronimi Bellunesi” Fondazione G. Angelini).
Destinatari: docenti delle scuole ed istituti di ogni ordine e grado, studenti di laurea magistrale o di dottorato dell’Università di Padova, accompagnatori/formatori CAI, guide, tecnici degli enti locali.
Finalità: il Corso propone una presa di contatto con l’ambiente dolomitico, nella varietà delle condizioni che si incontrano tra fondovalle e aree in quota. Si presterà particolare attenzione ai segni lasciati nel paesaggio da parte di chi ha frequentato questi luoghi nel corso del tempo, dagli antichi cacciatori preistorici fino agli abitanti e ai turisti di oggi. Con uno sguardo diacronico, si integreranno osservazioni sugli insediamenti, sui percorsi e la viabilità, sulle mobilità legate allo sfruttamento delle risorse locali, al lavoro e ai commerci, sugli spostamenti del tempo libero. Il Corso ha inoltre l’obiettivo di:
- conoscere gli aspetti geologici, geomorfologici, antropici e paesaggistici della Val Fiorentina e del Gruppo Croda da Lago (Sistema n. 1 delle Dolomiti Patrimonio Mondiale);
- imparare un metodo di osservazione del paesaggio e del territorio per insegnare a “leggere” paesaggio e territorio e comprenderne i problemi connessi;
- vivere un’esperienza formativa immersiva, per acquisire la consapevolezza del patrimonio contenuto in un’area geografica significativa e alcuni strumenti utili per trasmettere ai futuri cittadini la cultura e la sensibilità per la tutela del territorio, inteso come interesse collettivo e dovere morale del singolo.
Metodologia: utilizzo di strumenti cartografici per il riconoscimento delle forme del terreno (linee geomorfologiche) e delle caratteristiche del paesaggio. Proposte di itinerari che siano facilmente ripetibili da parte di studenti o di gruppi, sotto forma di laboratorio organizzato da docenti o formatori.
Programma del corso
Venerdì 5 luglio: ore 9.30 – 18.00
Selva di Cadore, Sala del Museo “Vittorino Cazzetta”
Introduzione teorica del Corso
Ore 9.30 Saluti e introduzione al Corso e al Patrimonio Mondiale: Mara Nemela (Direttrice della Fondazione Dolomiti UNESCO) e Ester Cason (Fondazione G. Angelini – Centro Studi sulla Montagna)
Ore 10.00 Frequentatori-costruttori di paesaggi: Benedetta Castiglioni
Ore 10.15 Il popolamento delle Dolomiti bellunesi in epoca antica: Anna Angelini
Ore 10.45 La popolazione delle Alpi nordorientali dal recente passato al prossimo futuro: Alessio Fornasin
Ore 11.15 pausa
Ore 11.30 Note sul vivere in montagna ieri e oggi: Iolanda Da Deppo
Ore 12.00 Mutamenti, pratiche e sguardi nella frequentazione turistica: Sabrina Meneghello
Ore 12.30 Discussione
Pausa pranzo
Ore 14.00 Visita alla sezione geologico – paleontologica del Museo, con la guida di Paolo Mietto e alla sezione protostorica e storica, con la guida di Anna Angelini (divisione in due gruppi che si alternano). Ritorno in Sala Museo.
Ore 16.10 Influenze del cambiamento climatico sulla componente floristica e sul dinamismo della vegetazione: Cesare Lasen
Ore 16.30 Spostamenti faunistici e grandi predatori: Marta Villa
Ore 17.00 Aspetti geologici e geomorfologici del gruppo della Croda da Lago e dei monti circostanti: Danilo Giordano
Ore 17.40 Domande
Ore 18.00 Conclusione della giornata.
Sabato 6 luglio 8.00 – 18.00
(giro ad anello della Croda da Lago: Casón de Formìn, Rifugio Palmieri, Forcella Ambrizzola, Forcella de Formìn, Lastói de Formìn, Casón de Formìn. L’itinerario da Ru Curto a Forcella Ambrizzola si svolge lungo il Dolomites World Heritage Geotrail e comprende la parte finale della 45^ tappa (Rif. Dibona-Rif. Palmieri) e l’inizio della 46^ tappa (Rif. Palmieri-Rif. Città di Fiume).
Ore 7.50 Partenza dal parcheggio dell’Hotel Nigritella (Via Santa Fosca, 17, 32020 Selva di Cadore) e trasferimento in navetta al Ponte de Ru Curto (1708 m)
Si imbocca il sentiero CAI n. 437 che porta al Casón de Formin (1876 m) e si prosegue per il sentiero CAI n. 434.
Stop 1. Ore 9.40: “Belvedere” (2025 m). Panoramica sulla conca di Cortina d’Ampezzo e monti circostanti; le frane di Cortina; aspetti paesaggistici. Si prosegue per lo stesso sentiero verso la Val Négra e il Rifugio Palmieri.
Stop 2. Ore 10.40: Rifugio Croda da Lago – G. Palmieri (2046 m): aspetti geologici (l’assetto tettonico, le frane, i depositi glaciali e periglaciali). Aspetti vegetazionali. Le modificazioni del paesaggio. Per sentiero CAI n. 434 si procede verso Forcella Ambrizzola.
Stop 3. Ore 11.50: Forcella Ambrizzola (Forzèla Ambrizòra) (2277 m): la Formazione di Travenanzes, l’assetto tettonico, le frane, i depositi glaciali e periglaciali. Per sentiero CAI n. 436 e quindi n. 435 si raggiunge la Forcella di Formìn (Forzèla de Formìn) 2462 m (eventuale salita ai Lastói de Formìn, 2657 m).
Stop 4. Ore 13.30: Forcella di Formìn (2462 m): la Formazione di Heiligkreuz, panoramica sul gruppo montuoso Fanis-Tofane. La conca di Mondevàl e la sua frequentazione in tempi antichi e recenti. Aspetti vegetazionali. Pranzo al sacco.
Si prosegue lungo la Val de Formìn per sentiero CAI n. 435.
Stop 5 Ore 16.00: Val de Formin, 2300 m ca.: macereti di frana, la Dolomia Principale e i suoi fossili. Si prosegue fino al Casón de Formìn per sentiero 437, che riporta al Ponte de Ru Curto. Temi pastorali.
Stop 6. Ore 18.00: arrivo al Ponte de Ru Curto. Rientro in navetta all’Hotel Nigritella (Via Santa Fosca, 17, 32020 Selva di Cadore).
Dislivello positivo 800 m, lunghezza 12 km (per chi volesse salire sulla cima dei Lastói de Formin, 200 m in aggiunta, ore 1.30 andata/ritorno).
Domenica 7 luglio 8.00 – 16.00
Stop 1. Ore 8.00: Santa Fosca (Santa Fós’cia), m 1424. Visita alla chiesetta (XV sec.). Lo spopolamento delle Dolomiti Bellunesi. Il caso di Selva di Cadore. Analisi, prospettive, politiche locali dell’amministrazione.
Stop 2. Ore 9.00: L’Andrìa, m 1453. Note storico-architettoniche-geografiche sull’insediamento di L’Andrìa e Tòffol (Tòfol), m 1468, anticamente Somasélva; visita allo storico Mulino dei Padre di Tòffol, attivato dal Rio Loschiesuoi (Ru de Los’cesuói) con sorgente sul Cernèra; cenni toponomastici.
Stop 3. Ore 10.00: si procede in salita lungo la strada silvo – pastorale L’Andrìa – Zardìn, fino al pianoro denominato Pién de Colò, m 1500. Il turismo nella montagna del futuro; procedendo lungo la stessa strada, s’incrocia il Rio Stretto (Ru Strént).
Stop 4. Ore 11.00: Ru Strént, m 1640, posto panoramico nei pressi del rio. Aspetti geomorfologici e geologici. Si prosegue per la strada silvo – pastorale L’Andrìa – Zardìn fino a Penazógn.
Stop 5. Ore 11.30: Penazógn, luogo panoramico a m 1600. Aspetti vegetazionali; la gestione del bosco; il problema del bostrico post tempesta Vaia. Si prosegue fino a Zardìn, m 1391.
Stop 6. Ore 12.15 Arrivo alla frazione di Zardìn, m 1391. Si prosegue verso N per la strada silvo-pastorale che costeggia il Ru de Codalóngia e che si immette nella SP n. 638 del Passo Giau. Si percorre per poche centinaia di metri la SP, per poi svoltare per la strada comunale che porta a Posàlz (Posàuz), m 1499, posto panoramico sulla valle. L’agricoltura di montagna, la gestione dei prati e dei pascoli in Val Fiorentina; il ruolo delle Regole; il significato del toponimo Fiorentina.
Ore 13.00 Posàlz. Pranzo al sacco.
Stop 7. Ore 14.30: percorrendo la Strada de la Véna si raggiunge la frazione di Costalta, m 1500. Le miniere.
Stop 8. Ore 15.30: Colle Santa Lucia, m 1443. Il paesaggio alpino. L’evoluzione del paesaggio della Val Fiorentina nel corso dell’ultimo secolo, possibili scenari futuri.
Ore 16.00 Conclusione del Corso a Colle Santa Lucia; trasferimento degli autisti, con alcune auto già parcheggiate a Colle la sera prima, a Santa Fosca.
Percorso L’Andrìa – Colle Santa Lucia: lunghezza: 9,5 Km, dislivello positivo: 450 m.


