Disordinato intreccio di armonia

Il bosco in montagna è una casa aperta, ospitale, accogliente, in cui tutti si possono incontrare. È un disordinato intreccio di armonia. La maestosità degli alberi che ospita è una saggezza senza tempo. Quanto l’uomo intravede come caos è in realtà un sistema di equilibri, uno scambio di energia, è biodiversità.

 

Ma il clima del mondo sta cambiando e la resilienza della natura viene messa sempre più a dura prova: il bosco non ha potuto resistere alla tempesta Vaia che ha colpito le Dolomiti e al suo vento.

 

È stato lo schianto di un’economia che non pensa al futuro, la cecità di uno sviluppo senza controllo.

 

Tuttavia una gestione sostenibile delle risorse è possibile. In questo sta il valore della tutela della biodiversità, del rispetto dell’ambiente, della sostenibilità e della difesa dell’equilibrio naturale: è una questione collettiva. È responsabilità di tutti.

L’obiettivo principale del progetto “LA MONTAGNA VIVA” è la valorizzazione del territorio dolomitico bellunese e la sensibilizzazione su tematiche legate alle trasformazioni del territorio in relazione ai cambiamenti climatici, alla base di eventi straordinari qual è stato per il territorio veneto e la montagna bellunese la tempesta Vaia.

Il cortometraggio intende diffondere in modo emozionale, ma scientificamente valido, i temi connessi alla complessità della regolazione dei sistemi naturali e alla biodiversità; è dedicato in particolare alle giovani generazioni, ai ragazzi, agli studenti e a coloro che hanno meno occasione di avvicinarsi all’ambiente di montagna.

Si vuole stimolare l’interesse per il territorio e le sue risorse, sensibilizzare i giovani sulle possibili linee di sviluppo di un territorio svantaggiato come quello montano, nell’ottica della ripresa e della ricostruzione a seguito dell’evento disastroso di Vaia.

Il lavoro nasce dalla collaborazione tra: Fondazione G. Angelini – Centro Studi sulla Montagna, Etifor – valuing nature, MOVIEB Produzioni visive.

Hanno partecipato: CAI Val di Zoldo, Renato Mosena, Alex Pra, Jacopo Giacomoni, Laura De Rocco, Valentina Donadel, Anna Angelini, Luca Celi, Mauro Varaschin, Enrico Lenarduzzi, Teresa Celi.

La voce narrante è di Matteo Righetto, che come noi ha radici in queste montagne e guarda al loro futuro con sentire comune. A lui è rivolto un grazie speciale.

Il Lares del Bèlo è un simbolo di resilienza nelal montagna dolomitica, è un larice secolare che si trova nel Gruppo del Bosconero in Val di Zoldo, ed è resiliente e fiero da un migliaio di anni.

L’obiettivo principale del progetto “LA MONTAGNA VIVA” è la valorizzazione del territorio dolomitico bellunese e la sensibilizzazione su tematiche legate alle trasformazioni del territorio in relazione ai cambiamenti climatici, alla base di eventi straordinari qual è stato per il territorio veneto e la montagna bellunese la tempesta Vaia.

Il cortometraggio intende diffondere in modo emozionale, ma scientificamente valido, i temi connessi alla complessità della regolazione dei sistemi naturali e alla biodiversità; è dedicato in particolare alle giovani generazioni, ai ragazzi, agli studenti e a coloro che hanno meno occasione di avvicinarsi all’ambiente di montagna.

Si vuole stimolare l’interesse per il territorio e le sue risorse, sensibilizzare i giovani sulle possibili linee di sviluppo di un territorio svantaggiato come quello montano, nell’ottica della ripresa e della ricostruzione a seguito dell’evento disastroso di Vaia.

Il lavoro nasce dalla collaborazione tra: Fondazione G. Angelini – Centro Studi sulla Montagna, Etifor – valuing nature, MOVIEB Produzioni visive.

Hanno partecipato: CAI Val di Zoldo, Renato Mosena, Alex Pra, Jacopo Giacomoni, Laura De Rocco, Valentina Donadel, Anna Angelini, Luca Celi, Mauro Varaschin, Enrico Lenarduzzi, Teresa Celi.

La voce narrante è di Matteo Righetto, che come noi ha radici in queste montagne e guarda al loro futuro con sentire comune. A lui è rivolto un grazie speciale.

Il Lares del Bèlo è un simbolo di resilienza nelal montagna dolomitica, è un larice secolare che si trova nel Gruppo del Bosconero in Val di Zoldo, ed è resiliente e fiero da un migliaio di anni.

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Vi proponiamo alcuni scatti “rubati” durante la realizzazione del cortometraggio “Disordinato intreccio di armonia”

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