Pelmo d’altri tempi

Pelmo d’altri tempi

50,00

Il volume procede da un inquadramento storico-archeologico del Pelmo nel contesto della regione dolomitica, a partire dalla prima traccia di presenza umana sui monti a nord rappresentata dalla piramidetta con iscrizione venetica del Monte Pore, per proseguire con la storia del Cadore collegata a quella  del Friùli, in relazione  con  le regioni di Agordo e Zoldo legate invece a Belluno, come dimostrerebbero le iscrizioni confinarie della Civetta; cui segue l’indagine sulle prime attestazioni cartografiche e sugli avvicinamenti al  Pelmo da parte di esploratori e pionieri, mossi da ragioni scientifiche o da curiosità altimetriche, che si sono intrecciate con quelle strettamente alpinistiche. Il tutto accompagnato da ritratti inediti dei protagonisti, schizzi originali e meravigliose riproduzioni d’arte. Ma pur nella ricchezza della documentazione, che potrebbe far pensare a qualcosa di arido, l’opera si presenta come un racconto piacevole, al pari di Civetta per le vie del passato (Fondazione G. Angelini, ed. 2009), che entra nella storia personale e familiare dei protagonisti della scoperta della montagna, svelando, talvolta con una vena d’ironia o di simpatico compiacimento, relazioni di personaggi quali J. Ball, P. Grohmann, D.W. Freshfield, J. Gilbert, o W. A. B. Coolidge, ma anche A. Stoppani e G. Marinelli, solo per fare un esempio, insieme a note in italiano storpiato di portatori, cacciatori di camosci e guide alpine ante litteram, che si sono avvicendati sul Pelmo e sulle altre Dolomiti. Possiamo così leggere il racconto della nascita dell’Alpine Club (22 dic. 1857: primo club alpino al mondo) e della presidenza affidata a John Ball, il primo salitore del Pelmo, ma anche del Club Alpino Austriaco (19 nov. 1862), che s’intreccia con la storia appassionata di Paul Grohmann, definito “tra gli alpinisti migliori di quel tempo e di ogni tempo” e degli altri che seguirono, tra cui il nostro Club Alpino Italiano, il 23 ottobre 1863. Racconti di stranieri, innamorati delle Dolomiti, che ci consentono anche di conoscere la condizione dei nostri paesi, delle strade, dei mezzi di trasporto, dell’abbigliamento, la storia, insomma, della nostra provincia dall’800 ai primi del ‘900.  L’Autore traduce fedelmente dagli originali e compara fra loro commenti sparsi su riviste d’epoca, diari, resoconti di viaggio, indizi, ometti, tutto ciò che permette di ricostruire le modalità di avvicinamento e di ascensione al Pelmo, nelle loro numerose varianti; e come il medico esperto di Semeiotica è in grado di  comparare i sintomi descritti dal paziente, talvolta apparentemente contradditori, con i segni della malattia, per orientarsi verso una diagnosi, così egli mette a raffronto le notizie dei pionieri, che tra loro non potevano comunicare (significativo è l’esempio di Grohmann che prima della salita del settembre 1863 non conosceva la scalata di Ball del 1857 o del Freshfield che nel 1873 fornì resoconti errati sulle vie di salita), individua le eventuali incoerenze e le mette in rilievo; pone quindi ordine nei fatti, nelle successioni e nelle modalità delle ascensioni. E ne esce un quadro complessivo di grande nitidezza sui personaggi che hanno fatto la storia del Pelmo.

Nel capitolo sulle “Salite dei primi anni: 1869-1972” scopriamo l’attenzione che l’Autore ha sempre riservato alle donne alpiniste; è stato Giovanni Angelini a scoprire che il Pelmo era stato salito da una donna, rimasta fino ad allora in ombra, Selina Matilda Fox in Packe.

Il testo qui pubblicato è fedele all’originale; rispetto ad esso è stata modificata solo l’impostazione grafica, pur conservandone strettamente i contenuti e l’ordine dei capitoli.

Il volume è diviso in 12 capitoli: Pelmo in antico (parte 1); Leggende e arte (parte 2); Precursori (parte 3); John Ball:19 settembre 1857 (parte 4); Paul Grohmann: 6 settembre 1863 (parte 5); Via «per la Forca Rossa» (parte 6); Via «per la Dambra» (parte 7); Salite dei primi anni: 1869-1874 (parte 8); Un ventennio: 1873-1892 (parte 9); Rifugio “Venezia” inaugurato nel 1892 (parte 10); Pelmetto (parte 11); «Ascensione per la parete Nord verso la Forcella Forada» (parte 12).

Categoria: Tag: , , , , , ISBN: 978-88-86106-65-8.

Descrizione

Ediz. Fondazione G. Angelini, 2023

Categoria: Saggio di Storia dell’alpinismo

Pagine: 363 pagine, 300 foto a colori in piena pagina e in b/n

Dimensioni: 23 x 29

Il volume Pelmo d’altri tempi di Giovanni Angelini, edito da Nuovi Sentieri e stampato presso le Arti Grafiche Tamari nel lontano 1987, summa della storia dell’alpinismo dolomitico, era divenuto oggetto introvabile, di antiquariato, essendo esaurito da tempo. In occasione del 25esimo anniversario del Pelmo d’Oro, grazie al fondamentale sostegno della Provincia di Belluno e al contributo della “Casa Comune” (CAI, Guide e Soccorso Alpino del Veneto) e del Consorzio dei Comuni B.I.M. Piave di Belluno, si è deciso di darne una ristampa filologica.

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