Descrizione

Ricerca in itinere sotto la guida di G. B. Pellegrini

Quaderni scientifici della Fondazione n. 12

A cura di Ester Cason Angelini

Anno di edizione: 2023

Pagine: 624 pagine

Dimensioni: 17 x 24 cm

Il volume è rivolto agli appassionati di montagna, di sentieri e di toponomastica, che vogliono approfondire attraverso i nomi di luogo raccolti sulle pendici dell’Antelao, al di sopra degli abitati, la storia del gruppo nella sua interezza e complessità. Gli oronimi analizzati sono 318, a partire dalla vizza sopra le case e dalle praterie fino alla croda che fa da confine e alle varie cime rocciose del gruppo, per cui il volume risulta piuttosto corposo; esso fa parte di una collana della Fondazione G. Angelini e rappresenta nello specifico il Quaderno Scientifico n. 12 degli “Oronimi Bellunesi” avente il sottotitolo: ricerca in itinere sotto la guida del prof. G.B. Pellegrini; tale ricerca, dalla scomparsa del professore, viene curata per gli aspetti linguistici dai suoi allievi della “scuola padovana” nel caso specifico Paola Barbierato e M. Teresa Vigolo, con il supporto di esperti d’archivio quali Orietta Ceiner e Giandomenico Zanderigo Rosolo. Il gruppo di lavoro, composto da studiosi dei sei Comuni coinvolti, ha cercato di radunare i toponimi di una montagna affascinante ma anche complessa ed articolata qual è l’Antelao, soprattutto i microtoponimi non riportati sulle tavolette IGM in scala 1: 25.000 o su altre carte topografiche, che altrimenti andrebbero irrimediabilmente perduti. Secondo l’esempio degli altri volumi della collana degli “Oronimi Bellunesi”, insieme alla forma dialettale del nome, all’ “oronimo” vero e proprio, sono stati registrati anche i documenti storici in cui il nome viene citato, talvolta in forma diversa, così da permettere al linguista di formularne l’etimologia; la documentazione raccolta, a partire dal XIII secolo, con l’arricchimento di rare foto di inizio ‘900, ha consentito di comprendere, almeno in parte, la storia del gruppo montuoso nella sua interezza ma anche in ogni suo piccolo lembo, soprattutto nelle parti usate a pascolo o nei terreni falciati o coperti da bosco, che più interessavano agli abitanti per la loro sopravvivenza. Il volume si apre con l’Introduzione geologica e geomorfologica sul massiccio dell’Antelao di Danilo Giordano, arricchita da foto tematiche e schizzi geologici, da un saggio dei noti naturalisti Cesare Lasen e Michele Da Pozzo sui valori floristici e vegetazionali del gruppo, cui segue la scheda madre del Monte Antelao, ossia la scheda riassuntiva del gruppo, interessante per la nuova proposta di spiegazione del nome, che lasciamo scoprire al lettore. Seguono le molte schede del gruppo montuoso che contengono notizie dettagliate sugli “usi locali” del territorio, con taglio etnografico, talvolta con piacevoli aneddoti riportati dai testimoni intervistati (per lo più anziani, alcuni ormai scomparsi); notizie di carattere storico e geografico oppure naturalistico, insieme a notizie attualizzate di taglio alpinistico, dato che alcuni testimoni, soprattutto per le parti rocciose del gruppo, sono tuttora validi alpinisti de “I Ragni” o de “I Caprioli”. Un volume denso, quindi, e ricco di informazioni poco note su un monte molto amato e di grande importanza per il Cadore.