ORONIMI BELLUNESI – Monte Dolada, Col Mat, Col Nudo – Comuni di Pieve d’Alpago e Ponte nelle Alpi.

///ORONIMI BELLUNESI – Monte Dolada, Col Mat, Col Nudo – Comuni di Pieve d’Alpago e Ponte nelle Alpi.

ORONIMI BELLUNESI – Monte Dolada, Col Mat, Col Nudo – Comuni di Pieve d’Alpago e Ponte nelle Alpi.

20,00

Volume di documentazione dei nomi di luoghi montani dei monti Dolada, Col Mat e Col Nudo, con approfondita etimologia degli stessi, fornita dalla dott.ssa Paola Barbierato, allieva e collaboratrice del prof. G. B. Pellegrini. Esso corrisponde ad un “salvataggio della memoria”, tramite interviste agli abitanti del luogo soprattutto anziani, quindi sulla base della tradizione orale, anche supportata da fonti archivistiche o testuali. Le schede degli oronimi si basano sulla raccolta effettuata negli anni dalla sezione CAI dell’Alpago e dal gruppo di lavoro sugli oronimi di Ponte nelle Alpi, per quanto riguarda il Dolada, anche definito storicamente Monte di Socchèr..

Categoria:

Descrizione

Ricerca in itinere sotto la guida di G. B. Pellegrini

Quaderni scientifici della Fondazione n. 11

A cura di Ester Cason Angelini

Fondazione G. Angelini
Prezzo: € 20.00

Pagine: 331 con illustrazioni a colori e b/n
Dimensioni: 16,6 cm x 24 cm x 2,5 cm
ISBN: 978-88-86106-45-0

Il volume fa parte della serie di “Quaderni” che la Fondazione G. Angelini realizza dal 1991, sotto la guida scientifica del prof. G. B. Pellegrini fino al 2007 e successivamente dei suoi allievi, per documentare le ricerche sui nomi di monti del territorio bellunese. E’ il frutto di una ricerca molto laboriosa, che fornisce un apporto prezioso sulla conoscenza delle montagne dolomitiche, della loro storia economica ed alpinistica, delle tradizioni e delle attività che le popolazioni vi svolgevano, contrassegnate dal nome locale a mo’ di fossile. S’intrecciano infatti nel volume conoscenze geografiche, geologiche, naturalistiche, storico-archivistiche, leggende locali e storie di singole persone o famiglie, che hanno lasciato, tramite il nome, un’impronta nel territorio: la registrazione di queste informazioni permette di “salvare” la cultura del territorio spesso sottoposto a notevoli stravolgimenti o ad alterazioni, che non lasciano più trasparire il paesaggio antico.

Sono raccolti nel Quaderno scientifico n. 11 degli “Oronimi Bellunesi” i nomi dei monti Dolada, Col Mat e Col Nudo, corredati dalle spiegazioni etimologiche  precise ed accurate di Paola Barbierato, che di G.B. Pellegrini è stata allieva e collaboratrice. Esso si basa sulla raccolta appassionata effettuata negli anni dalla sezione CAI dell’Alpago (avviata dal compianto Benito Saviane) a cui si aggiunge l’importante contributo del gruppo di lavoro sugli oronimi di Ponte nelle Alpi per quanto riguarda il Dolada, che veniva anche chiamato storicamente Monte di Socchèr.

Le tre elevazioni che rappresentano una diramazione della dorsale Col Nudo-Cavallo nelle Prealpi Carniche, sono state presentate innanzitutto nella “scheda madre”, ossia la scheda riassuntiva che raggruppa tutti i toponimi relativi alla montagna, descrivendone la storia, sia quella fornita dai documenti antichi, che quella vissuta dagli uomini, e quindi nelle altre schede “figlie”. Nell’indagine gli autori ci conducono lungo un cammino immaginario che risale l’area pedemontana di ciascuna delle tre montagne, fino alla cima, per fasce dal basso verso l’alto e da ovest verso est. Sono stati rilevati soprattutto gli oronimi non ufficiali ossia quelli che rivestivano per gli abitanti un’importanza fondamentale perché legati alla loro attività di sfalcio, pascolo e legnatico, basati sulla testimonianza orale, tramite interviste agli abitanti locali, soprattutto anziani. Scopo della ricerca è infatti quello di “salvare” dall’oblio i toponimi delle montagne bellunesi, come eredità del passato da lasciare ai più giovani. Le schede degli oronimi non corrispondono tuttavia a semplice materiale di archivio, poiché esse assumono valore proprio nella concretezza del posizionamento sulla carta, tramite coordinate geografiche di ciascun oronimo e nella descrizione accurata dei sentieri per raggiungere il luogo, che sono utili anche nell’eventualità di operazioni di soccorso o di protezione civile.

Il volume rispecchia una modalità moderna di ricerca, dove emerge la necessità di indagare e comprendere le trasformazioni del territorio, legate alle sue caratteristiche naturali, ma anche agli insediamenti, alle pratiche rurali e all’abbandono delle stesse da parte dell’uomo.

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