Monti di Longarone

Monti di Longarone

28,00

Il volume raccoglie le peregrinazioni di Pietro Sommavilla tra i monti che circondano il paese di Longarone, accompagnato da Giuseppe Nart prima e da Luca Celi poi, insieme ad una nutrita schiera di amici alpinisti che hanno contribuito alla metodica esplorazione del territorio.

Categoria: Tag: ISBN: 978-88-86106-62-7.

Descrizione

a cura di Pietro Sommavilla, Giuseppe Nart e Luca Celi

Editore: Fondazione G. Angelini

con il sostegno dei Comuni di Longarone e di Val di Zoldo, del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, del CAI Sez. di Longarone, di UNIFARCO per la cultura e della Fondazione Antonio Berti

Anno di edizione: dicembre 2021, Grafiche Erredici

Categoria: Guida e raccolta di scritti scientifico-divulgativi

Pagine: 464 – ill. a colori e b/n

Dimensioni: cm 17 x cm 24

Come in altri scritti Piero Sommavilla mostra di fare tesoro dell’eredità di Giovanni Angelini nel metodo di conoscenza del territorio, valorizzando i sentieri dimenticati e raccogliendo le testimonianze, ormai sempre più rare, di coloro che hanno frequentato queste cime e queste valli.

Il primo capitolo dedicato alla Val Tovanella ripropone uno scritto edito da tempo nella rivista Le Alpi Venete e corrisponde al più selvaggio tra gli ambienti trattati nel volume, ampliato con la descrizione delle aree vicine e meno impervie del Col Fasón e della Cima de l’Albero.

Un altro capitolo interessa gli aspri versanti della Val Costa dei Nass, con la traversata de le Pale de la Cazéta da una parte e la lunga ricerca, coronata da successo, della Zengia de l’Adriano dall’altra, vissuta e raccontata da Roberto De Rocco e Oliviero Olivier.

Si prosegue con una approfondita esplorazione del versante nord del Pèlf, la Montagna del Fontanón, e delle sue propaggini (Nervìlle e Zime de la Scala).

Ampio spazio è dedicato alle cime che contornano la conca di Caiada: la dorsale Bécola-Cima Saline, le Crode de la Rachéta, le Zime e il Zimón de Caiada.

La parte escursionistica-alpinistica si chiude con lo Spiz Galìna, il “Pan di Zucchero” che domina il paese di Soverzene.

Arricchiscono la pubblicazione alcuni brevi contributi di autori diversi con approfondimenti a carattere archeologico e storico, geologico e geomorfologico, naturalistico.

Si è inteso mantenere viva l’attenzione verso quei luoghi dove i segni dell’uomo tendono a scomparire, come nel caso del testo dedicato alle Mura di Soffranco e i brani tratti da “La difesa della Val di Zoldo nel 1848” di Giovanni Angelini, ma anche il contributo di carattere storico di Giorgio Tosato sulla fuga da Longarone invasa dagli Austriaci attraverso Caiada e verso Belluno, come anche la testimonianza del partigiano Memo Panciera sulla Resistenza nella conca di Caiada.

È stata volutamente data voce a montagne “minori” un tempo fortemente antropizzate e frequentate per attività comuni come la fienagione, il pascolo, lo sfruttamento del bosco e la caccia, oggi molto spesso dimenticate.

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