COMMON. CENTRALITÀ del vivere in montagna tra OPPORTUNITÀ e RISCHI

COMMON. CENTRALITÀ del vivere in montagna tra OPPORTUNITÀ e RISCHI

€20,00

Il volume è stato predisposto per il Corso di Geografia del 2026: un’attività formativa di tre giorni organizzata congiuntamente da Fondazione Dolomiti UNESCO e Fondazione G. Angelini e coordinata dal punto di vista scientifico da Benedetta Castiglioni (Dip. di Scienze storiche, geografiche e dell’antichità, Università di Padova – Fondazione G. Angelini), che si avvale del patrocinio dell’Università di Padova. La pubblicazione offre numerosi spunti per conosceregli aspetti antropico paesaggistici, insieme a quelli geologico-geomorfologici e naturalistici dell’area di indagine tra le Dolomiti del Comelico (Sistema n. 5 del Sito delle Dolomiti Patrimonio Mondiale Unesco) e più precisamente nel Gruppo del Popèra, area di straordinario interesse geologico e naturalistico, e in alcune valli dell’intero Comelico, che viene considerato una specie di laboratorio per la lettura del paesaggio, sia per le trasformazioni economiche che vi si sono succedute nel tempo, che per le nuove modalità di frequentazione turistica e di gestione comunitaria delle pratiche silvo-pastorali. Dell’inserimento delle Dolomiti nella World Heritage List di Unesco nel 2009 per la spettacolarità dei paesaggi e per la straordinarietà della conformazione geologica e geomorfologica trattano Mara Nemela, direttrice della Fondazione Dolomiti UNESCO e Mauro Pascolini, membro del Comitato tecnico-scientifico della stessa Fondazione. Segue poi l’inquadramento generale dell’area del Corso da parte di Viviana Ferrario (IUAV Venezia, Fondazione Comelico Dolomiti) e Fabio De Lorenzo Smit (dottorando al DiSGeA Università di Padova e Ca’ Foscari, Venezia), che si soffermano sul paesaggio culturale del Comelico e le sue trasformazioni, a partire da come l’organizzazione delle Regole di Comunione Famigliare di antica memoria lo abbia plasmato. L’illustrazione dei gruppi montuosi del Corso è affidata invece al geologo Danilo Giordano, che ne descrive la composizione nei dettagli, nel quadro della storia della terra, con immagini meravigliose e disegni che facilitano la comprensione di fenomeni complessi. Vengono indagati nel volume anche i diversi aspetti dei fondo-valle dolomitici, che presentano paesaggi unici sia dal punto di vista naturalistico-vegetazionale, come emerge chiaramente dalla descrizione del geobotanico Cesare Lasen, che dal punto di vista storico e archeologico, come dimostrano il saggio di Walter Musizza sulla Grande Guerra in Popèra e quello di Umberto Tecchiati, che offre uno sguardo sulla preistoria e protostoria della parte alta della provincia di Belluno, Comelico compreso, intesa come “frontiera nascosta” con l’Alto Adige/Südtirol. Tali comunità oggi sono di fronte a grandi sfide, innanzitutto per effetto dell’accelerazione del riscaldamento globale che si mostra con maggiore evidenza sui rilievi alpini, sia per i rischi dovuti alla marginalità e allo spopolamento delle piccole comunità di montagna. Tra i rischi vengono considerati nel volume l’aumento dei casi di malattie trasmesse da zecche, su cui si sofferma Deborah Nadal(Dip. Antropologia medica Università Ca’ Foscari), e i fenomeni di esasperazione climatica come la tempesta Vaia, con distruzione di amplissime aree boscate come in Val Visdende, nella percezione e memoria degli abitanti, nel saggio delle antropologhe Daniela Perco (Museo etnografico Dolomiti) e Iolanda Da Deppo (GAL Alto Bellunese). Le opportunità, invece, dell’abitare in montagna legate alla ricchezza del paesaggio e ai saperi/sapori delle comunità, emergono nel saggio di Roberta Clara Zanini (Università di Torino), che riporta degli esempi di valorizzazione del patrimonio culturale nelle Alpi occidentali, confrontabili con l’esperienza del Comelico, con un accenno al fenomeno dei “nuovi montanari” in fuga dal riscaldamento climatico urbano. Funzionale alla conoscenza del gruppo del Popèra e monti circostanti è anche la breve analisi a cura di Ester Cason (Fondazione G. Angelini) dei toponimi, che al pari di un fossile svelano l’economia del passato e l’evoluzione del paesaggio montano nel tempo, con un approccio scientifico che sta tra linguistica, geografia e storia. Il volume si conclude con la descrizione delle tappe dell’itinerario d’alta quota sul gruppo del Popèra, a cura di Danilo Giordano.

Descrizione

COMMON. CENTRALITÀ del vivere in montagna tra OPPORTUNITÀ e RISCHI

Ediz. Fondazione G. Angelini Dolomiti, copyright Fondazione Dolomiti UNESCO, 2026

Categoria: Guida scientifica per la conoscenza dei paesaggi dolomitici

132, 92 foto a colori, 6 foto b/n e 26 grafici/disegni geologici

Dimensioni: 21 x 30

 

 

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