La Schiara di Piero Rossi

L’esposizione vuole essere insieme una testimonianza e un invito a “tornare alla montagna” che possa seguire le orme di Piero Rossi. Un ritorno che, con le sue parole, sia “prima di tutto un atto di amore alla propria terra, alla propria gente, ai valori di un ambiente naturale che va strenuamente difeso, per il bene di tutti”. Nel percorso di valorizzazione del fondo Piero Rossi, intrapreso dalla Fondazione G. Angelini – Centro Studi sulla Montagna con il sostegno del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, ci si propone di mettere in luce alcuni frammenti dedicati al gruppo della Schiara “la mé montagna” di molti bellunesi.

L’evento è organizzato nell’ambito della rassegna “Oltre le Vette” con il sostegno del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi nell’ambito del progetto di valorizzazione del fondo Piero Rossi conservato presso la Fondazione.

Fondazione G. Angelini – Centro Studi sulla Montagna
3-17 ottobre 2020
Inaugurazione: sabato 3 ottobre 2020, ore 16.00

Orario di apertura: lunedì, mercoledì, venerdì: ore 10.00-12.30, 15.00-18.00;
sabato: 10.00-12.30, 16.00-19.00; domenica: ore 16.00-19.00

NEL RISPETTO DELLE MISURE DI CONTENIMENTO COVID-19 L’ACCESSO ALLA MOSTRA SARA’ LIMITATO A 5 PERSONE ALLA VOLTA.  PER INFORMAZIONI (in orario ufficio): 0437 948446.

“Ritorno alla montagna”

Esplorazione dell’archivio di Piero Rossi

PRESENTAZIONE NELL’AMBITO DEL PROGETTO DI VALORIZZAZIONE DEL FONDO PIERO ROSSI CON IL SOSTEGNO DEL PARCO NAZIONALE DOLOMITI BELLUNESI

Sabato 10 ottobre 2020, ore 17.00;
Sede: Museo Naturalistico Dolomiti Bellunesi, Piazza Piloni, Belluno (come arrivare)

Chi era Piero Rossi e qual è stato il suo contributo nella nascita del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi? Com’è stato questo percorso e quale dibattito ne è nato? Com’era la montagna di Piero Rossi e com’è oggi? Come ricostruire un “ritorno alla montagna” nella lettura del suo archivio e delle sue fotografie? Esplorazione del territorio bellunese attraverso il patrimonio culturale di una delle figure di maggiore rilievo per l’ambito alpinistico bellunese e tra i “padri fondatori” del Parco.