Déodat de Dolomieu

Poiché viaggiare è metafora del conoscere, il progetto di questa mostra ha preso le mosse dall’obiettivo di riscoprire la personalità scientifica e umana di Déodat de Dolomieu, geologo e filosofo, uno dei più grandi scienziati del Settecento, attraverso il viaggio ininterrotto che è stata la sua vita avventurosa, con “lo sguardo che scopre il tempo” (Maria Zambrano) e nello specifico il tempo della montagna.
Ecco quindi scaturire una virtuosa relazione tra lo sguardo del personaggio Dolomieu sulle montagne dolomitiche, protagoniste nella scenografia del tempo, magnifico fenomeno creativo di uno spazio unico al mondo, e lo sguardo del visitatore odierno nella regione e nella mostra. I taccuini di Dolomieu riletti come archetipo di conoscenza. La figura del “padre” delle Dolomiti viene qui riproposta attraverso documenti inediti, immagini e testi storici, “citazioni” dello stesso Dolomieu. Un racconto avvincente dell’esistenza inimitabile di questo gentiluomo brillante alle corti d’Europa e pioniere della geologia su sentieri alpestri dove nessuno sia era mai spinto: una sorta di metafora della vita stessa, riproponendo il fascino intatto di un uomo che più di ogni altro ha fatto della scienza un’avventura.

Cadetto di una famiglia dell’alta nobiltà francese finita sui patiboli di Robespierre, Déodat de Dolomieu (1750-1801), cavaliere di Malta, geologo e filosofo, uno dei più grandi scienziati-alpinisti del Settecento, ebbe una vita incredibilmente avventurosa, interrotta dalla prigionia “di stato” per ordine della Regina di Napoli e dalla morte precoce terminando un viaggio nelle Alpi: l’ultimo dei molti viaggi qui ricostruiti sulla scorta dei suoi taccuini. Scopritore della “dolomia”, oggi il suo nome è legato a un intero gruppo montuoso: le Dolomiti. A metà tra Don Chisciotte e Cyrano de Bergerac, ispiratore di personaggi di Dumas, sfuggì nove volte alla morte, tra agguati e incidenti, duelli e naufragi. Gentiluomo brillante alle corti d’Europa e pioniere della geologia la cui figura è ancora in gran parte da scoprire, la sua vita straordinaria è un lungo viaggio senza sosta, curioso della natura del mondo, viaggiando in mare sui navigli dell’Ordine di Malta, a cavallo lungo le pianure, o a piedi, dormendo sotto le stelle, su impervi sentieri alpestri dove nessuno al suo tempo si era ancora spinto. I documenti inediti, i testi storici e le “citazioni” dello stesso Dolomieu qui raccolti, ripercorrono questo avvincente viaggio, una sorta di metafora della vita stessa, riproponendo il fascino intatto di un uomo che più di ogni altro ha fatto della scienza un’avventura.

Cortina d’Ampezzo – Museo Paleontologico “Rinaldo Zardini”
4 agosto – 10 ottobre 2021

Orari di apertura: 10.30 – 12.30 / 15.00 – 19.00 – In orari diversi per gruppi o scolaresche: tel. 0437.875502 – museo@regole.it

In relazione alle misure anticontagio si suggerisce di registrarsi al n. telefonico del Museo: 0436.875502