Dolomiti Patrimonio UNESCO. Per la conoscenza dello Spiz Zuèl (gruppo Civetta-Moiazza) e del M. Punta e dintorni (gruppo del Pelmo), Sistemi n. 3 e n. 1

///Dolomiti Patrimonio UNESCO. Per la conoscenza dello Spiz Zuèl (gruppo Civetta-Moiazza) e del M. Punta e dintorni (gruppo del Pelmo), Sistemi n. 3 e n. 1

Dolomiti Patrimonio UNESCO. Per la conoscenza dello Spiz Zuèl (gruppo Civetta-Moiazza) e del M. Punta e dintorni (gruppo del Pelmo), Sistemi n. 3 e n. 1

12,00

Atti del corso di formazione di geografia su “Aspetti geologici, geomorfologici, antropici e paesaggistici sullo Spiz Zuèl e il Monte Punta e dintorni”, che contengono tracce evidenti di opere di difesa costruite per la Grande Guerra tra il 1915 e il 1917; il Corso, sotto la guida scientifica del prof. G.B. Pellegrini, già docente di Geomorfologia all’Università di Padova e membro del Consiglio Scientifico della Fondazione G. Angelini, è stato organizzato dalla Fondazione G. Angelini, in collaborazione con la Fondazione Dolomiti Unesco e la sezione del CAI e il Comune della Val di Zoldo.

Descrizione

A cura di Ester Cason Angelini, ediz. Fondazione G. Angelini, 2017

Categoria: Guida ai Sistemi Dolomiti UNESCO

Pagine: 98, 2 cartine top. a tema, 68 foto col. e 9 b/n e grafici a colori

Dimensioni: 21 x 30

Il volume inizia con una breve introduzione sul bene “seriale” dei 9 sistemi dolomitici riconosciuti come Patrimonio dell’Umanità, secondo i criteri vii e viii di Unesco, a cura di Ester Cason Angelini, a cui segue una corposa descrizione degli aspetti geologici e geomorfologici delle montagne oggetto del corso, a cura di Danilo Giordano, sotto la guida scientifica di G.B. Pellegrini, e di quelli vegetazionali, a cura di Cesare Lasen (“Nel cuore del sistema dolomitico in Val di Zoldo. Tra Monte Punta e Spiz Zuèl: lineamenti vegetazionali e paesaggistici”). La storia e l’architettura del paesaggio rurale di Zoldo, con particolare attenzione al cinquecentesco Mas di Sabe, che rappresenta una tappa importante del corso, vengono tracciate da Franco Alberti con foto di Luca Celi, mentre il saggio dello storico Walter Musizza si sofferma sulle complesse opere di difesa della Val di Zoldo, a partire dal 1882 fino al 1917, lungo la cosiddetta Linea Gialla, con foto d’epoca, carte topografiche austriache e schizzi dell’ufficiale del Genio militare Alberto Alpago Novello (1889-1985), che sovrintese alla costruzione della mulattiera per lo Spiz Zuèl e M. Punta, oltre che delle camionabili da Dont al Passo Duràn e da Forno a Forcella Cibiana. Segue un contributo dal titolo “Cacciatori, scienziati, alpinisti alla scoperta delle Dolomiti” con cenni di storia alpinistica, e un articolo di carattere linguistico a spiegazione dell’etimologia di alcuni oronimi e toponimi dei gruppi montuosi considerati, tratti dalla ricerca degli “Oronimi Bellunesi” della Fondazione G. Angelini.

A conclusione, la descrizione particolareggiata dei due itinerari percorsi, da riproporre ad alunni e gruppi guidati da parte dei formatori del Corso. Itinerario 1: Dal Crép di Pécol allo Spiz Zuèl. Itinerario 2: Monte Punta, per boschi e pascoli nel cosiddetto “ombelico” di Zoldo.