Comelico, Sappada, Gailtal, Lesachtal: paesaggio storia cultura Comelico

Sappada Gailtal, Lesachtal: Landshaft, Geschichte und Kultur

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Comelico, Sappada, Gailtal, Lesachtal: paesaggio storia cultura Comelico

Sappada Gailtal, Lesachtal: Landshaft, Geschichte und Kultur

Comelico, Sappada, Gailtal, Lesachtal: paesaggio storia cultura Comelico

Sappada Gailtal, Lesachtal: Landshaft, Geschichte und Kultur

Il libro, pubblicato, nell’ambito del programma comunitario Interreg II Italia Austria e curato da Ester Cason Angelini per la Fondazione Angelini, che sempre opera per la conservazione del patrimonio storico e culturale delle Alpi. si presenta con testo bilingue e abbondante ed eccellente repertorio iconografico, ed è il risultato di un’indagine a più voci, riferita a un settore montano posto al crocevia di Carinzia, Tirolo e Alto-bellunese, di particolare interesse come specimen di una morfologia ambientale, umana, culturale, per molti aspetti coerente e caratterizzata in modi propri rispetto alle diverse realtà nazionali che la contengono.

Categoria:

Descrizione

A cura di: Adolf Leidmar … [et al.]

Belluno: Fondazione Giovanni Angelini, [2002]. 224 p. : ill. ; 31 cm.
ISBN 88-86106-11-4

Prezzo: contributo libero

La grande mappa dell’Uomo, tracciata entro il reticolo degli insediamenti, delle paratie culturali, delle determinazioni nazionali e locali, fissata dal tempo e dalle evenienze, sta subendo in questo passaggio di millennio modificazioni che ne alterano la fisionomia e contraddicono la storia: le estese migrazioni, la mondializzazione dell’economia e dei suoi scompensi, la caduta dei confini comunicativi, il melting pot delle razze e delle culture, sono tutti fenomeni che – sciogliendo gli uomini dai legami delle loro appartenenze – hanno reso in compenso via via più avvertita la necessità della difesa di una identità che solo nel passato e nella conoscenza del passato può ritrovare gli antefatti e la consapevolezza di sé. Così oggi si è progressivamente acuita la sensibilità, e con essa l’interesse di studiosi e di semplici cittadini verso le tradizioni, le memorie storiche, gli aspetti della vite delle comunità e dell’ambiente in cui tale vita si svolgeva si sono moltiplicate le ricerche, gli studi specialistici hanno preso slancio e ne è nata una folta letteratura d’interventi rivolti alla riscoperta all’approfondimento storico di luoghi e culture. Il libro, pubblicato, nell’ambito del programma comunitario Interreg II Italia Austria e curato da Ester Cason Angelini per la Fondazione Angelini, che sempre opera per la conservazione del patrimonio storico e culturale delle Alpi. Si presenta con testo bilingue e abbondante ed eccellente repertorio iconografico, ed è il risultato di un’indagine a più voci, riferita a un settore montano posto al crocevia di Carinzia, Tirolo e Alto-bellunese, di particolare interesse come specimen di una morfologia ambientale, umana, culturale, per molti aspetti coerente e caratterizzata in modi propri rispetto alle diverse realtà nazionali che la contengono. Rivolto soprattutto alla definizione del paesaggio naturale e, al suo interno, dei processi insediativi anche in rapporto alla evoluzione economica, è il saggio di Adolf Leidlmair, docente all’Istituto di Geografia dell’Università di Innsbruck e membro del Consiglio Scientifico della Fondazione Angelini. Segue l’analisi di Heinz Dieter Pohl, professore di Linguistica all’Università di Klagenfurt (e collaboratore della Fondazione per la ricerca degli Oronimi bellunesi in area confinaria), analisi relativa al dialetto dell’isola linguistica di Sappada/Pladen e ai contatti linguistici in Comelico e Alpi Carniche. Un altro contributo è quello di Anton Draxl, già pianificatore del Parco degli Alti Tauri, autore di volumi su natura e cultura in Tirolo, il quale si sofferma particolarmente sul monastero di Innichen con i documenti ottoniani, e sugli urbari di Anras e Goriziano, muovendo dall’esame delle popolazioni e degli insediamenti lungo la Gail e il Piave. Ai “contatti, scontri, trasformazioni di un territorio e di una società” sono dedicati i “cenni storico-geografici su Comelico e Sappada” di Alessandro Sacco, storico e docente del Comelico: “ultra pennas”, al di là delle creste dove le necessità del cacciare e del conoscere spingevano l’uomo fin dal Mesolitico oltre i confini degli Stati. Storia, strutturazione politico-amministrativa del territorio, tra persistenze del passato e modernità: lo studioso traccia un quadro in cui non mancano considerazioni e valutazioni di ordine sociale. Infine Elisabetta Navarra, insegnante e storica triestina, si occupa di economia e demografia della comunità di Sappada tra Sette e ottocento. Come si può comprendere da questo pur così rapido excursus, si tratta di un lavoro di cui i contenuti testimoniano l’assunto scientifico e insieme la particolarità di competenze esercitate in una ricerca che fa dell’interesse locale il presupposto di uno studio completo sulle “strategie e i comportamenti adottati dalle popolazioni montane per stabilire un più equilibrato rapporto con le proprie risorse”(Cason); sulla loro storia di ieri e su quanto può servire a capire la loro storia di oggi. Un libro che merita la massima attenzione.