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Un giorno, ospite inatteso, arrivò l’alluvione.

Categoria: .

Il volume tratta dei fiumi Piave, Brenta – Bacchiglione, Livenza, Tagliamento e Adige; un capitolo è dedicato alla montagna abbandonata, ossia alla montagna bellunese, con riferimenti importanti anche alla tragedia del Vajont.

€20,00

Ricordi di un ingegnere su una battaglia perduta 1966-2016

di Luigi D’Alpaos

Editore: Fondazione G. Angelini
con Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, edito nel 50nario dell’alluvione del 1966
col contributo  di Unione Montana dell’Alpago, Unione Montana di Belluno Ponte nelle Alpi, Comune di Belluno, Comune di Longarone

Anno di edizione: luglio 2016, Grafiche Antiga Crocetta del Montello (TV)

Categoria: saggio di carattere scientifico, con note critiche e passaggi autobiografici

Prefazione: Gherardo Ortalli, storico,  presidente Istituto Veneto Scienze Lettere ed Arti

Pagine: 294 – ill. a colori e b/n

Dimensioni: cm 17 x cm 24

ISBN: 978-88-86106-47-4

Scrive l’autore nella sintesi, a giustificazione del titolo, che le alluvioni quando accadono sembrano cogliere sempre di sorpresa i governanti, che generalmente si dimostrano poco propensi ad avviare nei fatti politiche adeguate nel campo della difesa del suolo e tendono a sottovalutare il ruolo dell’azione dell’uomo, che molto spesso contribuisce ad aggravare le conseguenze che si subiscono. Il volume è dedicato ai fenomeni alluvionali da lui vissuti direttamente durante la piena del novembre 1966, e poi incrociatisi ripetutamente con la sua vita di ingegnere e alla soluzione dei loro problemi. L’autore ricorda con una certa amarezza come agli anni di intense attività avviate dopo l’alluvione grazie agli studi della autorevole Commissione De Marchi e alle indagini di approfondimento sugli interventi concreti suggeriti, siano seguiti lunghi anni di oblio, durante i quali nel Veneto praticamente nessuno dei provvedimenti indicati a difesa dalle piene è stato realizzato. Per contro si è notevolmente accresciuto il rischio idraulico al quale sono esposti importanti insediamenti civili e industriali nel nostro territorio e le strutture di comunicazione che lo attraversano. Di più – egli aggiunge – dagli anni ottanta del Novecento sono incominciate a crescere le opposizioni in sede locale agli interventi, opposizioni ispirate il più delle volte “da un egoismo becero e irrazionale, sostenuto da una palese disinformazione sui fatti accaduti e sulle soluzioni tecniche proposte.

L’autore è Professore emerito di Idraulica ed è stato per lunghi anni Professore ordinario di Idraulica, prima, e di Idrodinamica, poi , nell’Università di Padova. La sua attività di studioso e di ricercatore è stata rivolta ad alcuni importanti settori dell’Idraulica, ma in modo particolare alla modellazione matematica del comportamento idraulico dei grandi sistemi idrografici, primo fra tutti quello della laguna di Venezia, con importanti contributi nel campo dell’idrodinamica e della morfodinamica dei sistemi a marea. Di non minore rilevanza le indagini condotte sulle dibattute questioni della difesa dalle alluvioni dei principali fiumi veneti, iniziate con i primi contributi forniti a supporto degli studi promossi dalla Commissione De Marchi e proseguiti  fino ai nostri giorni. I risultati della sua attività di ricerca sono condensati in oltre 130 pubblicazioni apparse sulle più importanti riviste nazionali e internazionali specializzate nel campo dell’Idraulica e in alcune monografie sulla laguna di Venezia, alle quali si aggiunge ora questo contributo che si incentra su di una rivisitazione critica dei fatti accaduti nei 50 anni seguiti alla grande alluvione del nov. 1966, caratterizzati soprattutto  da fiumi di parole e solo ultimamente da opere concrete volte a mitigare i molti problemi esistenti. E’ membro di molte prestigiose Accademie scientifiche e del Consiglio Scientifico della Fondazione G. Angelini – Centro studi sulla Montagna di Belluno.

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