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REGOLAMENTO DELLA BIBLIOTECA
[formato
pdf: regolamento]
La
biblioteca della Fondazione Giovanni Angelini è il patrimonio
fondamentale e lo strumento principale di cui dispone la Fondazione
per il raggiungimento dei propri obiettivi: lo studio della montagna,
del territorio montano bellunese e veneto, la diffusione della cultura
alpina, la difesa del territorio e della vita in montagna.
I limiti che si oppongono ad una piena libertà di accesso ai
materiali ivi presenti sono dettati dalla necessità di conservare
e custodire il pregio del patrimonio bibliotecario soprattutto antico
e da una ridotta portata delle strutture. La soluzione scelta si basa
sulla regolamentazione degli accessi, sull’utilizzo delle tecnologie
più moderne per la gestione dei materiali e sul contributo da
parte di persone esperte per l’apporto di conoscenze e di collaborazione
alla biblioteca stessa; tali persone rappresentano il tramite tra la
Fondazione e la gente che abita il territorio circostante, studiosi,
tecnici ed esperti particolarmente competenti in un certo settore che
curano il completamento della dotazione e la divulgazione con manifestazioni
apposite. Da tale impostazione conseguono le norme del Regolamento
esposto qui di seguito nei seguenti punti:
1.
La Biblioteca, materiali, locali, attività.
2. Organismi per il funzionamento della biblioteca.
3. Accesso ai locali della biblioteca.
4. Catalogazione dei materiali
5. Consultazione libri, riviste e carte geografiche.
6. Copie, fotocopie, riproduzioni, prestito, strumenti e servizi
7. Applicazione regolamento e modifiche
8. Garanzie sulla privacy.
Appendici:
A - sezioni di biblioteca e collocazioni
B – procedura di rilevazione dei materiali acquisiti dalla biblioteca
C – moduli: utilizzo servizi della biblioteca
D - controllo degli accessi
1. LA BIBLIOTECA: MATERIALI, LOCALI, ATTIVITÀ
Materiali:
La biblioteca contiene materiali di tipologia piuttosto varia, accomunati
dalla specificità sulla montagna: essa è rappresentata
prevalentemente dalle monografie antiche e recenti e dai periodici,
cui si accompagna il corpus di immagini, di carte geografiche, di
materiale fotografico, audio e video (VHS, DVD, audiocassette, spartiti,
dischi di musica) e vari materiali d’uso alpinistico. Tale
complesso di materiali proviene sia da acquisizioni proprie che da
donazioni e lasciti alla Fondazione ed è composto da un nucleo
antico, ove è collocato il lascito del fondatore, Giovanni
Angelini, cui si aggiunge il corpus più recente, composto
da acquisizioni e donazioni. La dotazione della biblioteca è stata
così divisa in più sezioni, distinte in base ai diversi
materiali presenti:
1. pubblicazioni e documenti unici;
2. carte geografiche;
3. fotografie e filmati;
4. quadri, disegni, incisioni;
5. cassette audio e video;
6. dischi e musica;
7. oggetti alpinistici;
Locali della Biblioteca:
I materiali e gli strumenti della biblioteca si trovano nella sede
della Fondazione, presso il palazzo dell’ex Monte di Pietà di
Belluno, in piazza del Mercato, n. 26; la stessa sede ospita inoltre
alcuni spazi necessari alle attività della Fondazione: la
segreteria operativa, una sala riunioni ed una sala per il Consiglio
di Amministrazione, altri spazi sono infine adibiti quali deposito
di materiali. Una parte della sede è transitoriamente in uso
all’Istituto Storico della Resistenza ed un locale all’Archivio
Storico di Belluno Feltre e Cadore. Un’ultima parte del materiale
di proprietà della biblioteca (libri in vendita, copie di
riserva, materiali acquisiti da donazioni, ma catalogati fuori ambito
fondazione) è conservata in alcuni locali dell’ex tribunale
di Palazzo Rosso in piazza Duomo.
Nel pannello esposto in entrata alla biblioteca è riportata
la distinzione delle diverse sale e la collocazione dei materiali relativi
ai locali della Fondazione:
Sala 1, sala di lettura al primo piano
Sala 2, sala interna al primo piano (area segreteria e riviste)
Sala 3, sala interna al primo piano (sala libri antichi)
Sala 4, sala riunioni al secondo piano
Sala 5, sala interna al secondo piano (sala donazioni)
Sala 6, soppalco sopra il secondo piano (sala carte geografiche).
La sala 1 corrisponde
alla sala di lettura principale della biblioteca, dove sono collocati,
distinti nelle varie sezioni, i testi recenti
e le cartelle dei materiali; la sala 2 ospita la segreteria della Fondazione
e comprende una sezione con i periodici della biblioteca, mentre nella
sala 3 è disposto il nucleo più antico della biblioteca
con i volumi ed i materiali donati da G. Angelini, tra cui stampe,
acquerelli e carte antiche. Nella sala 4, al secondo piano, si trovano
gli strumenti utili alle riunioni, mentre nell’adiacente sala
5 sono presenti i materiali provenienti dalle diverse donazioni: tra
questi la donazione Gellner, la donazione Sanmarchi, la donazione Sebesta,
la donazione Casara, la donazione Metzeltin-Buscaini, la De Vecchi
e la donazione Alpago Novello; questa sala ospita inoltre l’insieme
dei materiale che compone la sezione audio/video, a disposizione del
pubblico della biblioteca. I materiali che appartengono alle donazioni
di argomento geologico-geografico, provenienti dai proff. B. Castiglioni,
G. Braga e G.B. Pellegrini, sono attualmente collocate nell’ultima
parte della sala 1, ove si trova la sezione GEO di cui costituiscono
parte fondamentale. Infine il complesso delle carte geografiche è interamente
disposto nella sala 6 del soppalco.
Attività della
Biblioteca:
Il materiale bibliotecario costituisce la parte principale del patrimonio
della Fondazione ed è gestito da un conduttore della biblioteca,
nominato di comune accordo dal presidente della Fondazione e dal
consiglio di Amministrazione. E’ compito del conduttore della
biblioteca predisporre annualmente un piano delle attività per
la promozione e la valorizzazione della biblioteca, curare abbonamenti
e scambi con altri enti e biblioteche, curarsi di completare ed arricchire
il patrimonio della biblioteca. Tale operazione può avvenire
anche secondo suggerimenti e segnalazioni dei collaboratori della
Fondazione, di membri del Consiglio Scientifico, del Presidente della
Fondazione o suo delegato. Apporti discontinui avvengono inoltre
tramite donazioni di appassionati e cultori concordi con gli intenti
della Fondazione, oltre che tramite prodotti di ricerche, mostre,
studi e pubblicazioni realizzati da terzi, utilizzando documentazione
presente in biblioteca; sono infine presenti i materiali utilizzati
dalla Fondazione per realizzare ricerche, convegni, esposizioni e
corsi di formazione, che confluiscono in biblioteca e possono essere
utilizzati senza vincoli.
Tra le attività di promozione e valorizzazione della biblioteca è prevista
l’organizzazione di esposizioni, a rotazione, dei materiali presenti,
con particolare attenzione alle immagini, agli oggetti alpinistici
e al complesso di foto significative, oltre che di incontri periodici
in cui vengono esposti il contenuto e i nuovi apporti alla biblioteca;
tali iniziative vanno realizzate possibilmente in collaborazione con
il mondo della scuola, il CAI e vari enti pubblici o privati a scopo
culturale.
2. ORGANISMI PER IL FUNZIONAMENTO DELLA BIBLIOTECA
Il Consiglio di
Amministrazione della Fondazione nomina, come già indicato,
di comune accordo con il Presidente della Fondazione, un conduttore
della biblioteca, al quale sono delegati i poteri operativi necessari
alla gestione corrente, tra cui in particolare la definizione degli
orari di apertura e di chiusura, la concessione delle chiavi di accesso,
l’autorizzazione eccezionale al prestito, alla copia e alla riproduzione
dei materiali.
E’ compito del conduttore organizzare le attività di valorizzazione
della biblioteca secondo il piano approvato, controllare la validità e
l’accuratezza della catalogazione, segnalare al Consiglio di
Amministrazione eventuali problemi.
E’ prevista la presenza di collaboratori esterni, che aiutino
il conduttore nel funzionamento della biblioteca: per seguire i turni
di apertura dei locali della biblioteca, l’accoglienza degli
utenti e l’attività di catalogazione dei materiali presenti,
oltre che la realizzazione di progetti di valorizzazione e sistemazione
della biblioteca. La catalogazione dei volumi è affidata, sotto
supervisione del conduttore, a collaboratori esterni che abbiano i
titoli di competenza e preparazione nel settore della Conservazione
dei Beni Culturali e che provvedano al periodico aggiornamento delle
loro mansioni tramite la frequenza di corsi specifici sui sistemi di
catalogazione organizzati dagli enti preposti all’interno del
Polo Provinciale di Belluno.
Il conduttore prepara annualmente una previsione di spesa per il Consiglio
di Amministrazione, relativa alle uscite necessarie per la gestione
della biblioteca, comprese quelle relative all’acquisto di nuovi
volumi, alla sottoscrizione o rinnovo degli abbonamenti a periodici
e all’acquisizione di nuovi materiali o attrezzature.
3. ACCESSO AI LOCALI DELLA FONDAZIONE G. ANGELINI
L’accesso alla biblioteca della Fondazione G. Angelini è libero
e gratuito.
Per poter usufruire
dei servizi della biblioteca ogni utente, esibendo un documento d’identità, ottiene gratuitamente una tessera
a suo nome. L’accesso e l’iscrizione alla biblioteca comportano
l’accettazione integrale del presente regolamento, con particolare
riferimento ai punti che riguardano l’accesso ai materiali; copia
del regolamento è esposta nella prima sala della biblioteca,
in modo che chiunque voglia accedere alla biblioteca possa prenderne
conoscenza.
L’accesso ai locali della Fondazione è concesso ai lettori
tesserati nei normali orari di apertura, o a visitatori su appuntamento,
comunque all’interno dei limiti prescritti dalle norme del presente
regolamento e dei limiti di sicurezza previsti dalla legge 626/94.
L’orario di apertura, definito dal conduttore in base alla disponibilità dei
collaboratori, deve prevedere l’ingresso diurno, ma può contemplare,
nel caso in cui il conduttore lo ritenga realisticamente realizzabile,
anche ore di apertura serali e deve includere la possibilità di
visita su appuntamento, per permettere a coloro che lavorano di frequentare
i locali della biblioteca.
Gli utenti sono accolti in sala di lettura; l’accesso alla sala
donazioni, alla sala libri antichi e alla sala carte geografiche è previsto
solo se accompagnati da un responsabile della biblioteca, è quindi
opportuno concordare preventivamente un appuntamento.
Al collaboratore responsabile di turno viene consegnata una chiave
e un codice di accesso. È compito del responsabile aprire la
sede, disattivare e riattivare i dispositivi di allarme, avviare le
telecamere di controllo, accendere e spegnere le luci e il riscaldamento.
Un manuale riservato ai soli addetti spiega il lavoro di apertura e
chiusura della biblioteca, attivazione e disattivazione degli allarmi.
È
previsto l’utilizzo della sala riunioni per attività di
gruppi di lavoro della Fondazione o di organismi che collaborano con
la Fondazione, come riunioni dei gruppi di ricerca sugli “Oronimi
Bellunesi”, incontri e corsi di formazione con il CAI ed enti
di ricerca ambientale. La concessione della sala segue una programmazione
gestita dal conduttore della biblioteca con l’aiuto dei collaboratori.
In tutti i locali della biblioteca è rigorosamente vietato fumare.
4. CATALOGO DELLA BIBLIOTECA
Il Catalogo assolve
innanzitutto ad una funzione inventariale, identifica cioè univocamente gli oggetti e indica dove questi sono conservati.
Lo stesso strumento d’altronde è organizzato in modo da
poter rispondere a tutti gli altri requisiti richiesti per il buon
funzionamento della biblioteca e per gli studi e le attività di
ricerca promosse dalla Fondazione.
La biblioteca già catalogata ed informatizzata dal 1991 tramite
un software ideato da Andrea Angelini, è ora in fase di catalogazione
secondo gli standard ISBD. Il catalogo è on-line nell’OPAC-SBN
(il catalogo unico del Sistema Bibliotecario Nazionale), consultabile
nel sito www.sbn.it.
Esiste tuttavia un catalogo cartaceo relativo unicamente alla sezione
antica della donazione di Giovanni Angelini
La biblioteca della Fondazione G. Angelini rientra anche all’interno
del circuito bibliotecario provinciale di Belluno. Il catalogo è impostato
in modo da:
- indicare in modo univoco la collocazione in biblioteca dell’oggetto
- definirne la composizione in termini di dimensioni, numero pagine,
fogli o carte allegate
- raccogliere notizie sulla sua storia, sia dal punto di vista della
creazione, sia dal punto di vista di chi l’ha utilizzato
- per la catalogazione dei materiali diversi dai volumi, viene utilizzata
una catalogazione interna a seconda che si tratti di carte geografiche,
riviste, immagini, fotografie od altro.
La catalogazione
informatizzata comprende infatti non solo le opere della sezione
recente, ma anche periodici, carte geografiche, materiale
audio video e quello presente nelle donazioni. I files di catalogazione,
soggetti ad aggiornamento, sono presenti nei computer collocati nell’entrata
della sala di lettura, sono dotati di password e quindi accessibili
unicamente ai collaboratori della biblioteca, mentre tramite la postazione
informativa in sala di lettura ogni utente ha a disposizione la consultazione
del catalogo on-line della biblioteca, e può anche soddisfare
l’eventuale richiesta di ogni tipo di informazione che riguardi
la Fondazione.
Ciascun elemento presente in biblioteca è caratterizzato da
un numero d’inventario, che corrisponde ad ogni singolo oggetto
fisico (ad ogni titolo infatti corrisponde una singola unità ed
un unico numero inventariale) e da un’etichetta con segnatura
progressiva che riporta la sigla della sezione cui l’elemento
appartiene, il numero progressivo del settore ed infine il numero di
collocazione (ad es. GUI-01-3 corrisponde al volume n. 3 della sezione
GUIDE, settore guide escursionistiche); di uno stesso testo possono
essere presenti in biblioteca più copie, per motivi diversi,
nel caso più semplice si tratta della copia di un libro usato
di frequente, acquistata quindi per poter sostituire il volume originale;
in questo caso la seconda copia deve essere registrata con numero d’inventario
diverso e con segnatura della collocazione caratterizzata progressivamente
dalle lettere A, B, C e cosi via. Si conservano sugli scaffali della
biblioteca al massimo due copie dello stesso oggetto (contrassegnate
da A e B), le copie in più sono tenute a parte. In altri casi è possibile
che ci siano copie di volumi utili per scambi ed omaggi, in tal caso
la copia non viene inventariata e non deve essere conservata in biblioteca,
ma nello spazio dedicato a magazzino insieme ai libri da vendere.
Il nuovo materiale
acquisito dalla biblioteca deve arrivare sempre in primo luogo alla
segreteria, che ne cura le pratiche amministrative,
ed essere poi catalogato, inventariato e collocato: tali operazioni
sono eseguite da un collaboratore specificamente competente; segue
il posizionamento in biblioteca. La catalogazione del materiale, almeno
dal punto di vista inventariale, deve essere conclusa entro sei mesi
dall’arrivo dell’oggetto in Fondazione; se tale operazione
non avviene per qualsiasi motivo, ne deve esser data segnalazione al
Presidente della Fondazione perché provveda in merito. L’assenza
o la perdita di materiali deve esser immediatamente segnalata al conduttore,
il quale provvede a prendere le misure opportune per il ritrovamento.
Per quanto riguarda
il sistema di catalogazione del materiale ideato da Andrea Angelini
(vedi procedure catalogazione nel regolamento precedente),
esso è stato definito in funzione degli studi di montagna e
delle ricerche specifiche che vi vengono svolte; esso è stato
tuttavia strutturato in modo da poter facilmente generare una catalogazione
secondo le norme internazionali (norme ISBD). L’impostazione
di questo catalogo prevede l’individuazione del tipo di oggetto
(come monografia, manoscritto, immagine, carta, fotografia, video o
altro); la caratterizzazione dell’oggetto tramite la definizione
di titolo, autore e data di creazione; la definizione della composizione
di ciascun oggetto in termini di dimensioni, numero di pagine, di fogli
o di carte allegate; la raccolta di notizie che riguardano la storia
dell’oggetto sia dal punto di vista della sua creazione, sia
come considerazioni da parte di colui che ne ha fatto uso ed infine
l’indicazione della collocazione tra le sezioni della biblioteca.
5. ACCESSO AL MATERIALE:
La consultazione
dei cataloghi e degli inventari e la consultazione e lettura del
materiale documentario sono libere. Le ricerche nei cataloghi
sono di regola eseguite dall’utente interrogando il computer
nell’apposita postazione in sala di lettura, ma per chiarimenti
e consigli il personale presente coadiuva il lettore nelle sue ricerche
con opera di consulenza assidua, discreta e qualificata.
Il luogo di primo
accesso, ovvero la sala di lettura, presenta a disposizione degli
utenti e bene in vista, un quadro colorato con l’illustrazione
e la guida alle diverse sezioni della biblioteca (vedi appendice A);
sono inoltre presenti in questa sala la postazione informativa pubblica
e le postazioni utilizzate dai collaboratori, dotate di catalogo informatizzato
per la ricerca dei materiali, che avviene a seconda delle richieste
dell’utente per autore, soggetto, zona geografica o altro; per
caratteristica propria del catalogo qualsiasi oggetto presente in biblioteca
può essere rinvenuto con ricerche per titolo, autore, collana,
ma soprattutto per area geografica o per argomento. I materiali sono
disposti per sezioni che permettono di trovare gli oggetti a chi preferisce
scorrere ed esaminare visivamente la biblioteca. È prevista
infine la disponibilità di cataloghi a stampa, per tutti coloro
che trovano difficoltà nell’affrontare una tastiera di
computer.
Nella sala di lettura, in corrispondenza della parte più vicina
all’entrata, sono a disposizione i numeri in corso delle riviste
specializzate; per la consultazione dei numeri precedenti è necessario
far richiesta al responsabile di turno che lo preleva dalla sala 2, è possibile
visionare non più di un’annata alla volta. Alla restituzione,
il materiale deve essere controllato dal responsabile prima di concedere
l’annata successiva.
Anche per poter
accedere alle carte geografiche il procedimento è lo
stesso, è meglio tuttavia assicurarsi preventivamente la disponibilità di
un collaboratore, poiché per la visita alle carte è necessario
chiedere al responsabile di turno di essere accompagnati nella apposita
sala 6.
La sezione della biblioteca che comprende i testi antichi, scritti
e materiali riservati o personali provenienti da donazioni, soprattutto
per motivi di pregio, ma anche per la riservatezza propria del materiale,
non è normalmente a disposizione dei lettori. Per la visita
ai materiali riservati di questa sezione è indispensabile prendere
accordi preventivi e compilare la richiesta di un’autorizzazione
ai materiali indicando il motivo della ricerca (vedi appendice C).
Per tutti i prodotti di ricerche svolte su materiali di proprietà della
Fondazione, viene chiesta copia dello studio risultante per la biblioteca
della Fondazione.
6. COPIE, FOTOCOPIE, RIPRODUZIONI, PRESTITO, STRUMENTI E SERVIZI:
Ai fini di un migliore
servizio dei materiali conservati in biblioteca ciascun oggetto,
presente in una o più copie a seconda dell’uso, è registrato
con apposita etichetta e numero di inventario e riportato in catalogo.
Fotocopiatura:
E’ prevista la possibilità, per ragioni di studio e di
ricerca, di fotocopiare riviste e libri recenti presenti in biblioteca
rispettando la normativa prevista dalla legge del 18 agosto 2000, n.248: “Nuove
norme di tutela del diritto d’autore” secondo la quale
la fotocopia di un libro può avvenire nei limiti del 15 % del
volume dell’edizione esaurita in commercio. Per quanto riguarda
i libri antichi o di pregio, la fotocopiatura non è di solito
prevista ovvero è a discrezione del conduttore o del collaboratore
della biblioteca di turno, anche tenendo conto dello stato di conservazione
dell’opera.
Riproduzione:
Nel caso di riproduzione del materiale di proprietà della Fondazione è necessario
formulare precisa richiesta di autorizzazione alla riproduzione e alla
pubblicazione; la concessione verrà esaminata dal conduttore
e può avvenire esclusivamente per motivi di studio e di ricerca.
La persona che viene autorizzata deve aver cura che nella riproduzione
appaia la dicitura precisa “su autorizzazione della Fondazione
G. Angelini di Belluno n.xxx del xx.xx.xx”, con obbligo di fornire
copia dello studio o della pubblicazione alla biblioteca della Fondazione.
La riproduzione di materiali di proprietà della Fondazione può avvenire
unicamente ad opera della Fondazione stessa, a garanzia della buona
qualità delle riproduzioni diffuse. La riproduzione di materiali
di proprietà della Fondazione (ad esempio le riproduzioni fotografiche),
una volta concessa l’autorizzazione, possono essere ottenute
unicamente a seguito di anticipata richiesta di preventivo.
Prestito:
E’ consentito il prestito a coloro che hanno ottenuto la tessera
gratuita, con sottoscrizione del regolamento, per un massimo di 20
giorni; le note relative al prestito vengono trascritte nell’apposito
modulo di richiesta, sul quale verrà annotata in seguito la
data di rientro della/e opera/e prestata/e. Non si possono chiedere
in prestito più di 3 volumi alla volta. Sono esclusi dal prestito:
- i volumi e gli oggetti del nucleo antico e della sala donazioni
- le riviste correnti
- i CD ROM e le raccolte elettroniche
- i VHS
- le enciclopedie, i dizionari e i digesti
- i codici ed i commentari
Della perfetta
tenuta del materiale ottenuto a prestito o in consultazione per la
riproduzione, è personalmente responsabile l’intestatario,
al quale è fatto divieto di danneggiare anche con semplici segni
a lapis o a biro l’opera di proprietà della biblioteca
della Fondazione. A giudizio del responsabile, l’utente inadempiente
sarà tenuto a reintegrare la biblioteca dell’opera eventualmente
danneggiata o smarrita ed a rimborsare equivalente valore dell’opera;
la procedura è coattiva nel caso d’ulteriore inadempienza
e determina l’esclusione dai prestiti futuri.
Nel caso di prestito di materiali ad uso di mostra/esposizione è necessario
garantire l’assicurazione dell’oggetto in maniera precisa
dal momento dell’uscita dalla sede della Fondazione al momento
del rientro; è necessario inoltre firmare un documento ove sia
esplicitamente espresso che l’autorizzazione al prestito non
permette riproduzioni neanche parziali dell’opera; eventuali
riproduzioni vengono curate dalla Fondazione stessa; non è previsto
infine alcun compenso per il prestito delle opere, ma solo per eventuali
servizi sostenuti.
Allo scopo di contribuire allo sviluppo della cooperazione interbibliotecaria
e lo scambio di documenti ed informazioni che hanno specifica attinenza
con la cultura di montagna, la biblioteca aderisce al servizio di interprestito
bibliotecario provinciale, che favorisce il collegamento con tutte
le biblioteche della provincia di Belluno. Inoltre viene privilegiato
il canale di interscambio con gli enti, gli istituti, le associazioni
aderenti alla “Rete Montagna” e che, in linea con gli obiettivi
della Fondazione, si pongano tra i loro principali intenti quello della
informazione e valorizzazione della cultura di montagna.
Strumenti e servizi:
Per la riproduzione e la fotocopiatura, quando queste prevedono l’utilizzo
di materiali di supporto e il lavoro specifico di un collaboratore
della biblioteca, è possibile prevedere un rimborso spese da
richiedere all’utente. Gli strumenti di proprietà della
Fondazione presenti in biblioteca (computers, stampanti, fax, fotocopiatrice,
proiettore - per diapositive e videoproiettore - stereoscopio per visualizzare
foto aeree) possono esser messi a disposizione dei ricercatori su concessione
del conduttore della biblioteca; nel caso in cui l’uso della
strumentazione da parte di terzi comporti il consumo dei materiali
ed oneri per la Fondazione, si richiede un rimborso spese. Nel caso
dell’uso della fotocopiatrice viene richiesto il pagamento simbolico
di 0,05 euro a copia, per l’uso del fax viene invece addebitato
il costo telefonico relativo, arrotondato ai 50 centesimi superiori
di euro. Il costo per l’uso degli strumenti di proprietà della
Fondazione e dei servizi viene periodicamente aggiornato dal conduttore, è espresso
all’interno del regolamento che viene esposto pubblicamente in
entrata alla sala di lettura (sala 1).
7. APPLICAZIONE DEL REGOLAMENTO E RELATIVE MODIFICHE:
Il presente regolamento entra in vigore dal momento della sua approvazione
da parte del Consiglio di Amministrazione della Fondazione. Esso va
applicato in toto, seguito scrupolosamente e fatto osservare dai membri
del Consiglio di Amministrazione della Fondazione, dai membri del Consiglio
Scientifico, dai dipendenti, dal conduttore della biblioteca, dai collaboratori
della Fondazione ed infine dagli utenti della biblioteca.
Eventuali modifiche al regolamento devono essere approvate dal Consiglio
di Amministrazione prima di diventare esecutive, salvo aggiornamenti
a quanto indicato nelle appendici del regolamento, in particolare in
relazione a: suddivisione nelle sezioni della biblioteca, collocazione
dei materiali, procedura di catalogazione, modulo di sottoscrizione
e tesseramento degli utenti della biblioteca, costo dei servizi, distinzione
di categorie a costo ridotto, richieste legate all’evoluzione
del funzionamento della biblioteca stessa; tali variazioni possono
esser proposte e definite dal conduttore della biblioteca ed approvate
dal Presidente della Fondazione prima dell’approvazione definitiva
da parte del Consiglio di Amministrazione.
8. GARANZIA DELLA PRIVACY:
A garanzia della
privacy degli utenti, questo regolamento dispone in conformità a quanto stabilito dall’art. 7 comma 5 ter.
lett. I della legge 675 del 31/12/1996, che i dati personali, richiesti
attraverso i vari moduli, sono utilizzati solo ed esclusivamente per
le ordinarie finalità di gestione della Biblioteca e che non
sono assolutamente divulgabili al di fuori di esse.
Appendice
A – le sezioni della biblioteca Le sezioni della biblioteca comprendono diversi tipi di materiali:
1. Pubblicazioni (libri, monografie, riviste, giornali, studi, manoscritti)
e cartelle di lavoro relative alle attività promosse dalla
Fondazione.
2. Carte geografiche, geologiche, tematiche e di altro tipo.
3. Fotografie, immagini e filmati.
4. Quadri, disegni, incisioni.
5. Cassette audio e video.
6. Dischi e musica.
7. Oggetti e strumenti di uso alpinistico o di uso geografico.
I diversi tipi
di materiali sono collocati all’interno di alcuni
settori della biblioteca; nello specifico, le pubblicazioni sono collocate
in tre sezioni diverse:
- Parte antica: libri e riviste (sala 2, 3)
- Parte recente: libri e fotocopie della parte antica (sala 1, 2)
- Periodici (sala 2)
Il complesso audio/video ed i materiali fotografici sono collocati
al secondo piano nella sala 5, la cartografia ed i plastici sono nella
sala 6 del soppalco, i quadri sono al secondo piano nella sala 5, i
giornali sono riuniti in cartelle, insieme ai carteggi conservati al
primo piano nella sala 2 e nel magazzino. La disposizione topografica
delle sezioni è riportata in appendice B ed è descritta
graficamente nella mappa esposta in entrata alla sala di lettura (sala
1).
La sezione antica
comprende monografie, riviste, carte geografiche, fotografie, incisioni
ed un plastico. Si è voluto rispettare
nella struttura della sezione la disposizione originaria del fondo
di Giovanni Angelini; nello stesso tempo si è cercato di tutelare
i materiali ivi compresi, che costituiscono infatti il nucleo di maggiore
pregio di proprietà della Fondazione, per il quale viene autorizzato
l’accesso con maggiore cautela. Anche i materiali di particolare
valore tra l’insieme di recente acquisizione sono riposti negli
scaffali prossimi alla parte antica, venendo così a costituire
un nucleo particolarmente riservato, ma in continua espansione.
La sezione antica è organizzata per settori geografici: gli
scaffali riportano materiali relativi ai diversi settori alpini, dalle
Alpi Occidentali alle Orientali; tuttavia una spazio maggiore è dedicato
alle Alpi Orientali e alla zona dolomitica in particolare. Esistono
poi anche scaffali in cui sono esposti volumi relativi alle montagne
di regioni extra alpine e di argomento prettamente storico e naturalistico.
Della sezione antica è stato predisposto un catalogo cartaceo
curato da Andrea Angelini; Si riporta qui di seguito la progressione
espositiva e geografica dei materiali e lo scaffale in cui sono collocati:
I - Francia, Alpi Occidentali, Associazioni Alpinistiche: Montagne
et Alpinisme
E - Italia, Alpi Occidentali, Monte Bianco
R - Svizzera, Alpi Centrali, Cervino
D - Svizzera, prime pubblicazioni sulle Alpi, esplorazioni, Associazioni
Alpinistiche inglesi
A - Svizzera, Alpi Centrali e Associazioni Alpinistiche: Schweizer
Alpenclub Jahrbuch
B - Tirolo, Austria e Alpi NordOrientali
C - Austria, Associazioni Alpinistiche e Alpi Nordorientali: Zeitschrift
d. D.u.Ö. Alpenverein
F - Svizzera
G - Italia, Alpi Occidentali, Piemonte, Val d’Aosta
H - Italia, Alpi Centrali, Lombardia
K - Italia, Alpi Orientali, scritti di Giovanni Angelini
L - Italia, Alpi Orientali, Associazioni Alpinistiche: Bollettino SAT,
Bollettino Alpi Giulie
N - Italia, Alpi Orientali
O - Italia, Alpi Orientali
S - Italia, Alpi Orientali
J - Guide
M - Italia, Associazioni Alpinistiche: Bollettino CAI
P - Immagini, carte geografiche, foto
Q - Immagini, carte geografiche, foto
T - Himalaia e spedizioni extraeuropee
U - Himalaia e spedizioni extraeuropee
V - Flora e Fauna
La Sezione periodici è stata distribuita su diversi scaffali,
in base ad una suddivisione per titoli. All’interno di ciascuna
sezione tematica le riviste vengono ripartite tra riviste estinte,
per le quali non sono previste ulteriori acquisizioni, e riviste correnti
per le quali è corrente l’abbonamento o lo scambio. Ciascuna
annata al momento dell’esaurimento viene impacchettata con celophan
trasparente in modo da essere meglio conservata e riaperta a seconda
delle necessità e dell’uso. Ogni periodico è contraddistinto
da un’etichetta composta da una lettera in progressione alfabetica
e una numerazione anch’essa progressiva.
La sezione relativa
alle pubblicazioni recenti è suddivisa
in 12 settori:
1- Geo, Sezione naturalistica sulla costituzione e trasformazione delle
montagne. Geologia, geomorfologia, fossili, frane, trafori, evoluzione
e contenimento dei versanti.
2- Acq, Sezione naturalistica sul ciclo dell’acqua e sugli impieghi
dell’acqua. Meteorologia, acqua, neve, ghiaccio, valanghe, bacini
idrici naturali e artificiali.
3- Bos, Sezione naturalistica sulla vita delle piante di montagna.
Boschi, piante, cespugli, erbe, fiori, licheni, frutti e funghi, selvicoltura,
norme e pianificazione.
4- Fau, Sezione naturalistica sulla vita della fauna di montagna. Animali
selvatici, pesci, anfibi, lumache, insetti e microfauna, allevamento,
caccia, norme e pianificazione.
5- Ins, Sezione documentaria sulla presenza antropica in montagna.
Insediamenti preistorici e protostorici, romani, medioevali, moderni,
recenti; norme di vita delle popolazioni alpine, vie di comunicazione,
guerra e resistenza in montagna.
6- Mes, Sezione descrittiva sui lavori, le attività e le tradizioni
di vita in montagna. Mestieri, artigianato, lavori agricoli, boschivi,
di pascolo, trasporti, lavori domestici, feste, musica, malattie.
7- Pro, Sezione documentaria sui problemi della montagna attuale. Pianificazione,
proposte, progetti, turismo, strade, ferrovie, parchi, aree protette,
ambiente ecologia, leggi sulla montagna.
8- Stu, Sezione di studi specialistici sulla montagna. Studi geografici,
cartografici, demografici, toponomastici, linguistici, urbanistici,
architettonici, sport e medicina di montagna.
9- Alp, Sezione descrittiva sui diversi modi di andare in montagna
e di fare sport in montagna. Esplorazioni, escursioni, alpinismo, sci,
speleologia, associazioni alpinistiche, documentazioni con foto, cinema
e disegno.
10- Let, La montagna descritta dagli artisti. Racconti, fiabe, diari,
poesie, letteratura di montagna, fotografia, disegno, pittura.
11- Diz, Strumenti per i lavori all’interno della biblioteca.
Dizionari, cataloghi, manuali e altri.
12- Gui, Guide escursionistiche, alpinistiche, turistiche, artistiche,
naturalistiche.
Gli ambiti individuati
nella precedente suddivisione non sottintendono confini netti di
argomento, che anzi si compenetrano e si sovrappongono,
anche se la suddivisione rimane indicativa. L’obiettivo è quello
di classificare il materiale in modo da favorirne la ricerca e la fruizione.
Appendice B – procedura di rilevazione dei materiali
acquisiti dalla biblioteca
La rilevazione di ciascun opera acquisita dalla Fondazione segue un
iter preciso:
- il materiale arriva in biblioteca
- tra biblioteca e segreteria vengono svolte le pratiche amministrative
di acquisizione, pagamento, eventuali ringraziamenti per omaggi e scambi
- il materiale viene accumulato ed il file di catalogo viene periodicamente
aggiornato, da parte del personale addetto che si occupa della catalogazione
- se gli accumuli eccedono oltre il mese dal momento dell’arrivo,
il problema va segnalato al conduttore
- ciascun oggetto registrato sul file di aggiunta viene inventariato
(l’etichetta consiste in un piccolo marchio di colore verde con
il nome della Fondazione, con numero di inventario prestampato, da
porre nell’ultima pagina del libro, sul retro dell’oggetto
o comunque in modo da non offenderne la personalità)
- viene scelta la collocazione più opportuna dell’opera
all’interno delle sezioni
- ciascun opera viene classificata da un’etichetta con segnatura
progressiva che riporta la sigla della sezione cui l’elemento
appartiene, il numero progressivo del settore ed infine il numero di
collocazione (ad es. GUI-01-3 corrisponde al volume n. 3 della sezione
GUIDE, settore guide escursionistiche)
- viene aggiornato il file di catalogo della biblioteca
- il file di catalogo progressivamente aggiornato viene stampato fornendo
il bollettino con i nuovi arrivi da inviare ai tesserati.
Elementi utili da rilevare per ogni oggetto da catalogare:
- elementi d’identificazione: tipo di oggetto, titolo, autore,
data di creazione, dimensioni, numero di pagine, prefazione, tabelle,
fogli o carte allegate
- notizie sulla storia dell’oggetto (dal punto di vista della
creazione e di chi l’ha utilizzato): presenza di exlibris e di
annotazioni scritte
- elementi chiave per la ricerca: titolo, autore, argomento, zona geografica,
collaboratori e promotori, data, collana, editore, lingua
- elementi di uso interno: acquisto, prezzo, numero volumi, addfile,
illustrazioni, foto, carte nel testo, note di pregio
Appendice
C – Moduli: utilizzo dei servizi della biblioteca
Appendice D - Controllo degli accessi Il
controllo degli accessi ai locali della sede funziona contemporaneamente
con più sistemi:
1. Controllo tradizionale a mezzo chiave
2. Controllo telefonico con impianto antifurto
3. Controllo video con telecamere
4. Controllo a procedura operativa
I quattro sistemi si integrano uno con l’altro e svolgono funzioni
distinte.
Il più importante è l’impianto antifurto, esso
controlla l’ingresso o la presenza di persone non autorizzate.
Per entrare nei locali della Fondazione è necessario disattivare
l’allarme, il che è possibile conoscendo la manovra di
disattivazione e disponendo del relativo codice personale. I codici
possibili sono diversi milioni, ciascuno è personale ed identifica
il portatore del codice.
Se una persona entra senza aver disattivato l’allarme si attiva
una segnalazione telefonica alla Vigilanza, la stessa cosa accade se
qualcuno taglia la linea telefonica. Periodicamente inoltre viene trasmesso
al conduttore l’elenco delle disattivazioni e riattivazioni dell’impianto,
accompagnate dal nome del portatore di codice, in modo che il conduttore
può controllare gli usi impropri del codice o gli accessi non
segnalati.
Il sistema antifurto svolge inoltre la funzione antincendio, entra
quindi in allarme se percepisce la presenza di fumo; sono presenti
in biblioteca 4 estintori dislocali nei vari locali.
Per dissuadere maggiormente i lettori a tentare attività scorrette
alcune telecamere controllano sia gli ingressi, sia i posti di consultazione.
Le riprese delle telecamere vengono registrate e sono disponibili per
più mesi, chiunque compia azioni scorrette viene quindi registrato
e rilevato. Esiste inoltre un controllo fisico effettuato dal collaboratore
di turno prima di ricollocare il volume a scaffale quando è ancora
presente il lettore.
Considerando che, una volta causato il danno ad un volume, questi rimane, è nell’inento
della Fondazione G. Angelini promuovere la cultura del valore e dell’uso
corretto del libropiù che il terrore della punizione, si pensa
quindi di ottenere i migliori risultati ricordando ai propri lettori
di aver cura del materiale affinché altri possano, nel tempo,
continuare a beneficiarne. |
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