Atti 1991 - Gli insediamenti umani come controllo della vulnerabiltà della Montagna
A cura di : Andrea Angelini - Ester Cason
Belluno : Fondazione Giovanni Angelini, 1992 . – 312 p.: ill. ; 24 cm . – ISBN 88-86106-02-5
Prezzo: €. 15.50

La montagna con le sue bellezze naturali, la maestosità delle sue vette, il silenzio e la sensazione di pace che diffonde anche in chi la frequenta da semplice turista, non riesce però a nascondere all’occhio attento i problemi e le difficoltà a lei così intrinsecamente connessi e i disagi che così spesso arreca ai suoi abitanti. È stata questa crescente consapevolezza, unitamente ad un atto di generosità del prof. Giovanni Angelini, che donò alla Biblioteca del Comune di Belluno la sua raccolta di testi e documenti sulla montagna, a far nascere l’idea di dare vita ad una Fondazione, cioè un istituto di cultura e ricerca sui problemi della montagna in generale e di quella bellunese in particolare. Il principale scopo della Fondazione G. Angelini, che fin dalla nascita vanta la collaborazione dell’Amministrazione di Belluno, dell’Università di Padova, del CAI e della SAT, è promuovere la ricerca scientifica e la formazione culturale sulla montagna come ambiente geografico, geologico, naturalistico, alpinistico, antropologico, linguistico, artistico, economico e valorizzare e salvaguardare l’ambiente montano. E cioè un centro di documentazione e ricerca scientifica che si prefigge di conoscere la montagna e i problemi della gente che vi abita, analizzando i processi di industrializzazione e l’evoluzione delle attività agrarie e degli allevamenti.

Gli atti dei due convegni del 1991, pubblicati nel presente volume, affrontano alcuni temi di estrema attualità, primo fra tutti la gestione del territorio montano. Una serie di interventi sul tema dei “parchi naturali alpini” ha offerto una panoramica sulla situazione organizzativa e gestionale di alcuni parchi europei, a partire da quelli svizzeri, austriaci e croati per arrivare al Parco delle Dolomiti d’Ampezzo e al Parco delle Dolomiti bellunesi. Altro tema di fondamentale importanza ed attualità è quello riguardante gli insediamenti umani in territorio montano. La presenza dell’uomo si è sempre dimostrata un fondamentale fattore di controllo della vulnerabilità dei sistemi montani e dei rischi che ne derivano, e tale deve continuare ad essere per poter prevenire, dove possibile, o per lo meno prevedere i processi naturali che agiscono in modo destabilizzante sul territorio. A tale proposito i due interventi sui rischi geomorfologici e su quelli idraulici, sono estremamente chiarificatori. E nel parlare di insediamenti umani non si può non rivolgere particolare attenzione all’ attività agricola, allo spopolamento montano e alle sue cause, né si possono dimenticare gli effetti positivi e negativi prodotti dal sempre crescente afflusso turistico; tutti argomenti scrupolosamente affrontati in queste pagine.